L’ospedale S. Giovanni di Dio è un gigante dai piedi di argilla. La notizia è rimbalzata sui quotidiani e sui telegiornali di tutta Italia. Ancora una volta la provincia di Agrigento assurge al “disonore delle cronache” per un fatto tanto grave quanto incredibile.
Un ospedale, costato un fiume di soldi pubblici e vent’anni di attesa, dopo appena cinque anni dalla sua inaugurazione si scopre essere inagibile perchè costruito con calcestruzzo “depotenziato” ossia con sabbia al posto del cemento.
Il calcestruzzo buono – si legge nel comunicato della Cna Agrigento – finanziato con un fiume di denaro pubblico è finito altrove; chi doveva controllare, non ha controllato; chi doveva vigilare non ha vigilato ed ha invece, chiuso entrambi gli occhi.
Oggi, dopo che la verità, ben nota, ed è stata resa pubblica, tutti si strappano le vesti e occupano gli spazi mediatici per esprimere la loro indignazione ormai tardiva, il loro sdegno ormai inutile, le loro lacrime di coccodrillo, per ergersi a difensori del bene collettivo, fino ad un momento prima calpestato o ignorato!
Ancora una volta Agrigento e i suoi abitanti sono costretti a subire gli effetti devastanti dell’ennesima vicenda di mala amministrazione, di imbrogli e di corruzione.
La Cna ed i suoi associati auspicano che l’opera della magistratura prosegua nel ripristino della legalità e dei diritti dei cittadini, individuando responsabili e responsabilità rispetto a chi vuole banchettare con i soldi dei contribuenti.
Nello stesso tempo ritiene urgente trovare una via per salvare la Provincia di Agrigento, ripristinando il diritto alla salute e la sicurezza dei ricoverati, all’interno di un clima di vera collaborazione. La Cna, esprimendo la propria disponibilità ad un vero confronto politico, augura buon lavoro al capo della Protezine Civile Guido Bertolaso”.
