“Abbiamo lanciato un appello ai nostri iscritti (circa 3000) – spiega Camilla Loi, architetto ligure tra i fondatori del gruppo che ha avviato il tam tam sul web – per mandare una mail per cercare di aiutare Ignazio Cutrò e per chiedere che vengano presi i dovuti provvedimenti in merito alla sua parsona e alla sua famiglia”.
“Ringrazio le tante persone che hanno inviato queste mail – dice in una nota Ignazio Cutrò – ma allo stesso tempo mi sento in dovere di ringraziare il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine che in questi momenti mi stanno vicino. Le tantissime mail arrivate alle testate giornalistiche e agli uffici della prefettura mi fanno capire quanta gente perbene c’è in Sicilia e quanta gente coraggiosa non vuole piegare la schiena alla criminalità organizzata. Le difficoltà economiche e burocratiche sono purtroppo all’ordine del giorno, anche nella lotta contro la cultura mafiosa. Nonostante ciò, riconosco e ringrazio le istituzioni per gli sforzi che fanno per salvaguardare me e la mia famiglia”.
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