La Procura di Agrigento a chiedere il rinvio a giudizio per corruzione aggravata in concorso a conclusione dell’inchiesta sul pagamento di una presunta tangente per l’affidamento di un appalto pubblico. Secondo l’accusa i tre amministratori avrebbero ricevuto 6 mila euro dall’impresario per stipulare con lui l’appalto comunale per uno spettacolo musicale realizzato per la festa del Patrono di Licata. La delibera fu adottata per 31.500 euro, una somma superiore rispetto a quella offerta da altre agenzie.
Il sindaco Graci continua la sua attività di amministratore dalla sua casa al mare di San Leone, ad Agrigento, dal 30 novembre scorso, cioè da quando il Gip gli ha revocato gli arresti domiciliari e imposto il divieto di dimora a Licata. Le indagini sono state condotte da carabinieri della compagnia di Licata e disposte dai sostituti Gemma Milani e Santo Fornasier, del pool reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Agrigento coordinato dall’aggiunto Ignazio Fonzo su delega del procuratore capo Renato Di Natale.
