La lettera prosegue affermando che “ci riserviamo ovviamente di comunicare ai soggetti istituzionali interessati, a tutta la popolazione studentesca ed alla cittadinanza il Suo tentativo di trasformare surrettiziamente il Consorzio universitario della provincia di Agrigento in una sorta di vice reame di stampo borbonico”.
Ed ancora: “Le riconfermiamo, infine, che la prosecuzione della Sua gestione quasi commissariale continua a non avere la nostra condivisone, nella convinzione che detto Consorzio debba trovare un’occasione alta di rilancio per esplicitare la politica culturale del territorio in termini formativi e di eccellenza per i giovani che qui gravitano”.
La nota così conclude: “Tale Consorzio, in definitiva, riteniamo che debba rimanere come fu pensato fin dall’inizio quale importante strumento di crescita e di sviluppo delle nostre popolazioni con il “buon utilizzo” del pubblico denaro, mettendo al bando ogni forma di conduzione clientelare”.
