Pippo Sinesio è stato eletto presidente provinciale del Pd Agrigento al termine dell’assemblea provinciale che si è svolta sabato scorso. Nominati anche i componenti dell’assemblea provinciale, si tratta di 50 tesserati provenienti da tutta la provincia ai quali se ne aggiungono altri 15 di diritto. “Adesso dobbiamo analizzare la situazione politica in provincia e discutere delle alleanze”, ha detto il segretario provinciale del Pd Emilio Messana. Così racconta i lavori della direzione Mimmo Ferraro, rappresentante della “mozione Marino”.
Scrive Ferraro: “Non c’era una Tv e nessun giornalista e fotografo all’assemblea Provinciale del PD che si è tenuta sabato pomeriggio all’Hotel dei Pini. La fitta giornata politica in città e nella provincia è stata ampiamente annunciata nei media e tutte le iniziative hanno avuto gran risalto tranne la nostra. Se non era per la nota stampa della mozione Marino nessuno, si sarebbe accorto dell’evento. Non c’era neanche Arnone con il suo consueto posterbus, anche se in vero la signora Graziella Ancona, in t-shirt di ordinanza, non è mancata per distribuire un volantino con gli ormai rituali improperi a Capodicasa. Questo fatto un po’ ci consola.
Detto questo, l’assemblea non ha al solito concluso granché. Si è provveduto, dopo la solita lunga querelle procedurale tra i deputati, all’elezione del presidente dell’assemblea provinciale del partito. Bene, con un cinismo degno di miglior causa, i dissidenti del partito, ovvero il sen. Adragna e l’on. Panepinto hanno gettato una polpetta avvelenata all’onorevole Pumilia candidandolo alla presidenza del partito in contrapposizione all’Avv. Sinesio. Pumilia non è certo tipo di cascare in un tranello di così basso profilo e dando una lezione di stile a tutti ha schivato con eleganza il colpo basso dicendo che non c’era nessuna sua candidatura in contrapposizione. Dopo questa sceneggiata, la querelle procedurale è continuata. L’onorevole Panepinto l’ha spuntata è si è proceduto all’elezione a scrutinio segreto del presidente con un unico candidato prima della relazione del segretario e del dibattito. Nonostante la candidatura unica è stata necessaria una seconda votazione poiché nella prima, l’unico candidato non aveva raggiunto il quorum necessario come recitava un cervellotico regolamento più volte consultato concitatamente. Tutto questo sotto lo sguardo impassibile di Sinesio che non ha fatto una piega. Sfiniti per le lunghe procedure alle otto di sera in fine, l’elezione c’è stata e Sinesio è il nuovo presidente dell’assemblea dopo “appena” due anni di percorso congressuale. Per il resto è stato meglio che la stampa non fosse presente, non solo per l’assenza di politica, ma anche perché è stato meglio stendere un velo pietoso su certi accadimenti.
Solo per onestà intellettuale verso l’avvocato Sinesio che nel suo intervento di ringraziamento ha ringraziato anche me, mi corre l’obbligo di dire che la mozione Marino non ha votato per lui, altri non hanno votato affatto. Ma a quel punto con la sala che si stava svuotando degli ultimi resistenti, si è deciso di aggiornare la seduta tra lo scetticismo generale al prossimo sabato. Uno spaesato segretario provinciale ha rimesso nella carpetta la sua relazione, il sottoscritto non ha potuto esporre meglio il senso della nota stampa nonché le motivazioni politiche di non avere votato il presidente eletto e senza l’agognato dibattito si concludeva così un’ennesima giornata di inutili e dannose contrapposizioni”.
