Provincia Agrigento, Consiglio straordinario sui lavoratori precari

Convocata dalla Commissione dei Capigruppo, una riunione straordinaria del Consiglio Provinciale per esaminare la situazione dei 107 lavoratori dipendenti a tempo determinato. Il Consiglio è stato convocato il giorno 19 dicembre alle ore 18:00 nella sala Silvia Pellegrino.

Alla riunione della Commissione dei Capigruppo erano presenti, oltre al Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi, i Capigruppo Arturo Ripepe del P.I.D., Nino Spoto della Federazione della Sinistra, Roberto Gallo in rappresentanza del Gruppo Misto.

La convocazione del Consiglio straordinario era stata richiesta da Arturo Ripepe, Carmelo D’Angelo, Stefano Girasole, Carmelo Avarello, Angelo Bennici, Nino Spoto, Ignazio Di Prima, Nicola Testone, Matteo Ruvolo, Ivan Paci, Calogero Lo Leggio, Mario Lazzano e dal Presidente del Consiglio Provinciale Raimondo Buscemi.

Nel corso dell’incontro sono state avanzate una serie di proposte per reperire le risorse finanziarie necessarie alla stabilizzazione. Si va dalla ipotesi  di eliminazione dei doppi incarichi, alla riduzione delle spese della politica e delle indennità accessorie ai dirigenti, alla riduzione degli emolumenti accessori, alla riqualificazione del personale interno per espletare servizi “in house” ed abbattere, così,  i costi di convenzioni e consulenze.


Inoltre sarà richiesto al settore risorse umane il piano di fuoriuscita del personale di ruolo e delle assunzioni nel prossimo quinquennio.  “Sebbene ci troviamo in una fase di estrema incertezza sia sul piano politico che su quello amministrativo, alla luce della riforma delle pensioni e della modifica delle competenze delle Province, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Provinciale Raimondo Buscemi, occorre fare un sforzo maggiore per migliorare il quadro contrattuale dei lavoratori dell’Ente. Abbiamo la necessità di assicurare la stabilità ed un orario dignitoso ai nostri lavoratori precari, passando per una analisi di tutti i possibili fondi del bilancio a cui è possibile accedere. Occorre quindi arrivare ad un contratto integrativo passando per una rimodulazione dei costi, in primo luogo quelli della politica.”