Gli operatori del Centro Turistico Studentesco e Giovanile continuano a recuperare centinaia di capi di fauna selvatica e provvedono a liberarli dopo averli rifocillati e guariti, ma sulla esistenza del Centro di Recupero provinciale della fauna selvatica e delle tartarughe marine si addensano grosse nubi perché il presidio ambientale, che sorge a Cattolica Eraclea, sulla strada provinciale per Raffadali, rischia la chiusura per mancanza di fondi regionali.
Proprio ieri mattina, dopo le liberazioni di tartarughe marine e di volatili a San Leone di Agrigento e nella Valle dei Templi effettuate nei giorni scorsi, all’interno della riserva naturale di Torre Salsa lo staff del Centro ha provveduto a rimettere in natura un falco gheppio che era rimasto ferito, che è stato operato, curato e rimesso in libertà.
A fare la denuncia sulla possibile prossima chiusura della moderna struttura faunistica, l’unica della provincia di Agrigento, la seconda della Sicilia occidentale e la quarta dell’Isola, è stato il responsabile del centro, l’agrigentino Calogero Lentini, veterinario, che da diversi anni ormai è riuscito a salvare centinaia di tartarughe marine Caretta caretta e migliaia di pregiati esemplari di volatili, molto rari.
“La Regione Siciliana – ci ha detto ieri mattina a Torre Salsa Calogero Lentini, che con il fratello Davide e un gruppo di appassionati volontari cura il centro di recupero cattolicese – ha dimezzato le sovvenzioni per i centri fauna, rimborsando soltanto il 50 per cento delle spese sostenute annualmente per la cura e la gestione di queste strutture (per il 2010 abbiamo avuto circa il 50 per cento e il 2011 è ancora tutto da rimborsare), costringendo di fatto le associazioni che le gestiscono ad una lenta ed inesorabile rinuncia che equivale ad una chiusura di fatto”.
Il giovane veterinario si chiede pure che cosa si farà delle centinaia di esemplari di animali oggi ricoverati per le cure e di tutti quei volatili e tartarughe che quotidianamente arrivano al centro di Cattolica Eraclea recuperati da volontari e cittadini sul territorio agrigentino e in mare. Eppure La Regione Siciliana incassa introiti di oltre 14 milioni di euro provenienti dalle tasse sulla caccia, stornati altrove, di cui una piccola somma potrebbe essere destinata ai centri. “Non riusciremo a continuare a lungo”, ha detto ieri mattina preoccupato Calogero Lentini.
Enzo Minio

