Naufragio Lampedusa, recuperati altri cadaveri migranti

I sommozzatori del Vigili del fuoco hanno recuperato altri cadaveri delle vittime del naufragio sottocosta a Lampedusa giovedì scorso. Lo conferma il medico legale Pietro Bartolo. Non si conosce ancora il numero dei corpi recuperati. Il medico legale attende sul molo Favaloro l’arrivo delle vedette con i corpi.

“Ogni vita umana che perdiamo è un contributo che perdiamo. Quello che è avvenuto non deve accadere più. Dobbiamo aprire una riflessione per impedire nuove tragedie” ha detto il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, entrando nel Centro di accoglienza a Lampedusa per una visita. Il ministro sta incontrando i sopravvissuti al tragico naufragio di giovedì scorso.

Portare il tema dell’immigrazione all’attenzione del vertice Ue di fine mese: questa la proposta lanciata dal ministro per gli Affari europei Enzo Moavero che in un’intervista all’ANSA evidenzia anche l”’ingiustificabile asimmetria” tra le azioni intraprese dall’Ue per affrontare la crisi economica e quelle messe in campo per fronteggiare un’emergenza umanitaria “di proporzioni così rilevanti”.

Dopo la tragedia di Lampedusa, osserva il ministro, è necessario più che mai agire “senza indugi” per far compiere alle politiche europee sull’ immigrazione un “netto salto di qualità” per arrivare a “decisioni innovative” e “atti concreti”.


Per raggiungere questo obiettivo, occorre però intraprendere un percorso che, partendo dal confronto già fissato per martedì prossimo tra i ministri degli interni dell’Ue, si sviluppi seguendo le procedure europee e quindi anche attraverso la presentazione di proposte precise da parte della Commissione Ue. Ma per fare tutto ciò, sottolinea Moavero, e’ necessaria una forte volontà politica comune che può essere espressa dai leader dei 28 in occasione del vertice europeo in programma per il 24 e 25 ottobre a Bruxelles. Per il ministro, affrontare la questione dell’immigrazione a livello europeo è “imprescindibile”.

Così come lo è stato per fare fronte alla crisi economica, “una delle cause del drammatico fenomeno delle odierne migrazioni”. Non appare quindi giustificabile, per Moavero, “l’asimmetria dell’impegno con il quale, in sede UE, sono stati affrontati gli aspetti più strettamente attinenti all’economia, ai rigore dei bilanci degli Stati membri, alla finanza, rispetto a un’emergenza umanitaria di dimensioni così rilevanti”. (Ansa)