Tutto ruota attorno al “sistema Giacchetto”, così chiamato dal nome del manager Faustino Giacchetto, titolare di fatto di una serie di aziende impegnate nel campo della pubblicità e della comunicazione delle iniziative formative. Giacchetto avrebbe corrotto o comunque ottenuto i favori di una serie di esponenti politici e funzionari, promettendo loro denaro, viaggi o il pagamento di manifesti elettorali e materiale propagandistico: in cambio avrebbe ottenuto agevolazioni per aggiudicarsi gli appalti della comunicazione delle iniziative formative del Ciapi, che andavano avanti con fondi europei e finanziamenti da 15 milioni di euro. Proprio Giacchetto e’ il capolista del primo processo e del filone dei “Grandi eventi” (al centro di un altro dibattimento) e, adesso, lo è anche di “Ciapi 2”.
A giudizio vanno pure il senatore di Forza Italia Francesco Scoma, che risponde di corruzione, il deputato regionale ex Pdl Santi Formica, l’ex parlamentare regionale Pdl Salvino Caputo, accusati – come il loro collega deputato dell’Udc all’Ars Nino Dina – di violazione del finanziamento dei partiti. Stesso reato contestato agli ex consiglieri comunali di Palermo Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo, al sindaco di Santa Flavia (Palermo) Salvatore Sanfilippo. Imputato – per la seconda volta – pure l’ ex presidente del Ciapi, Francesco Riggio, e poi gli ex dirigenti Sandro Compagno e Carmelo Bellissimo e infine gli imprenditori e funzionari regionali Calogero Bongiorno, Massimiliano Sala, Armando Caggegi, Giancarlo Ferrara, Maurizio Pipitone, Antonina Di Salvo, Alfredo Flaccomio, Ornella Graziano e Vincenzo Li Mandri. A giudizio pure le societa’ Media Consulting srl, la Media Center and Management srl, la Effemmerre Group 007 srl, la Cofarg srl, e la Adilat sas di Di Salvo Antonina. (AGI)
