Sicilia, volano gli stracci nel Pd dopo l’elezione di Miccichè: caccia ai traditori

Volano gli stracci nel Pd siciliano dopo il caos provocato dall’elezione di Miccichè a presidente dell’Ars grazie anche a quattro voti del Pd. “Consiglierei a Nello Dipasquale di evitare di fomentare ulteriormente il clima di tensione che c’e’ dentro al Pd per quanto successo sabato scorso per l’elezione del presidente dell’Ars”: cosi’ il responsabile dell’organizzazione del Pd siciliano, Antonio Rubino, replica al deputato dem Dipasquale. “Gli ricordo che il tema non e’ ‘chi e’ puro e chi non lo e” – aggiunge Rubino – ma chi vuole il bene del Pd e chi non lo vuole”. E, prosegue Rubino, “nessuno di noi ha mai detto che il Pd fa schifo”, con riferimento alle parole che Dipasquale, qualche anno fa, pronuncio’ durante un comizio quando militava tra le file del centrodestra.

“Rubino ha perso un’occasione per stare zitto, lui e’ il principale artefice dell’8% del Pd a Palermo e del disfacimento dei dem. Gli ricordo che a Ragusa il partito e’ al 21%, quindi fino a quando non portera’ un voto in piu’ stia zitto e la smetta di fare il faccendiere prima di uno e poi dell’altro, svolga il ruolo che ricopre in modo super partes”. Cosi’ il deputato regionale del Pd, Nello Dipasquale, replica al responsabile dell’organizzazione dem in Sicilia, Antonio Rubino. “Da anni – aggiunge Dipasquale – porto migliaia di voti al Pd che non e’ certo quello di Bersani, che io attaccavo durante i comizi. Da quello che dice Rubino ora capisco da dove arrivano i traditori”.

Pd allo sbando senza capogruppo all’Ars

Senza capogruppo e con alcuni deputati che hanno deciso di ‘congelare’ la propria partecipazione al gruppo parlamentare all’Ars, mentre altri stamattina hanno formalizzato l’adesione, come riporta l’Ansa. E’ il day after della spaccatura nel Pd sull’elezione del presidente dell’Assemblearegionale  siciliana, con 4 parlamentari che al momento di votare non hanno rispettato il patto di votare per il candidato di bandiera, Nello Dipasquale. Almeno due i voti dem a favore di Gianfranco Miccichè, di Forza Italia, poi eletto.

Sammartino: nel Pd c’è chi fa accordi con M5s

“Il Pd all’Ars è un gruppo parlamentare allo sbando, questa è la verità…”. E’ la dura presa di posizione di Luca Sammartino (Pd), ‘Mister preferenze’ con gli oltre 32 mila voti ottenuti alle ultime regionali in Sicilia che, a poche ore dal ritorno in aula per eleggere l’Ufficio di Presidenza, attacca frontalmente il gruppo a cui è iscritto. “Nessuno si cura di convocare una riunione di gruppo – spiega Sammartino all’Adnkronos – Una situazione assurda. Non c’è nessuno che detta la linea da seguire, così come non c’era prima, non c’è adesso. Non è cambiato nulla“. Sammartino smentisce anche che questa mattina era prevista una riunione informale tra gli undici deputati eletti con i democratici. “Non mi risulta”, taglia corto. E sulla sua adesione al gruppo, spiega: “Ho aderito subito, come abbiamo fatto praticamente tutti nei giorni scorsi”. Sammartino è convinto che “qualcuno nel Pd ha fatto un accordo con il M5S” e “oggi avremo la conferma con l’elezione di Giancarlo Cancelleri alla vicepresidenza dell’Ars. Vedrete…”. Sabato pomeriggio, dopo l’elezione di Gianfranco Miccichè a Presidente dell’Ars, con quattro voti del Pd, Antonello Cracolici aveva tuonato: “Quattro utili idioti hanno votato per Miccichè, che avrebbe vinto anche senza i loro voti”.

Catanzaro: non sono un franco tiratore

“Smentisco categoricamente ogni illazione che possa riguardarmi. Sono un uomo di partito leale, non certo un franco tiratore. Oltretutto, non avrei avuto alcun interesse di posizione a scegliere un candidato diverso dall’on. Di Pasquale, appartenente peraltro alla nostra stessa area politica. Non capisco, in ogni caso, quale sia il meccanismo secondo cui, sulla base di talune ricostruzioni politico-giornalistiche, saremmo stati proprio noi, e non altri, a far mancare i voti necessari”. Lo afferma il deputato regionale del Pd Michele Catanzaro che a proposito delle indiscrezioni sul voto dei “renziani” all’Ars a sostengo della candidatura di Gianfranco Miccichè alla presidenza dell’Assemblea “Si abbia, piuttosto, – aggiunge – il coraggio di dire che in questa vicenda ad uscire male e’ l’intero Pd, e questo deve fare riflettere, perche’ qui e’ in gioco l’azione di un partito, non certo quella di una singola corrente. E si abbia il coraggio di dire che situazioni come questa possono essere evitate solo in modo: abolendo il voto segreto. E’ questo quello che si vuole? Per me va benissimo”.