Visite in continuo aumento al Museo del Territorio e della Memoria della “città degli sposi” e lavori in corso per una nuova sezione dedicata ai matrimoni d’epoca. “Le visite al #MeTe, inaugurato nel 2014, aumentano del 20% all’anno: dall’inizio del 2018 ad oggi abbiamo accolto già più di tremila visitatori. Nel frattempo continuiamo a ricevere tante donazioni che stanno ulteriormente arricchendo il museo: libri d’interesse storico, foto, cartoline d’epoca e ci hanno donato anche un abito da sposa degli anni ‘50”, spiega al Giornale di Sicilia Stefano Siracusa, presidente dell’associazione culturale Alt che gestisce la struttura museale “senza nessun finanziamento pubblico ma solo grazie alle donazioni di tante persone sia di Siculiana ma anche di altre parti d’Italia e dall’estero”.
Diverse le sezioni espositive del museo, frutto di un lavoro di ricerca portato avanti dal 2009. Una sezione è dedicata a Giuseppe Basile, il medico di Giuseppe Garibaldi, un’altra è dedicata ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Spazio anche alle credenze religiose, alla tradizione vitivinicola, al ciclo del grano e agli antichi mestieri. Di particolare interesse è l’esposizione fotografica d’epoca e il sistema multimediale che consente di interagire tra i vari contenuti. “Stiamo già lavorando – prosegue Siracusa – per creare una nuova sezione del museo dedicata ai matrimonio, visto che Siculiana è la città degli sposi e c’è la credenza degli ‘Sposalizi Benedetti dalla Pruvvidenza’ ci sembra un aspetto importante da valorizzare e da far conoscere a visitatori e turisti e anche gli studenti che coinvolgiamo nelle nostre attività nel corso dell’anno”.
“Il Museo della Memoria e del Territorio di Siculiana – viene spiegato sul sito web – è da intendere come uno spazio in cui le memorie individuali e collettive di una comunità si inscrivono nella storia dei luoghi e del territorio locale, sconfinando da un passato più o meno lontano fino all’attualità. Obiettivo dichiarato è la formazione di una coscienza critica e costruttiva verso temi ed iniziative volte alla coesione sociale e alla rielaborazione consapevole dei tratti culturali propri di questa comunità. Un museo che non si configura come un cimitero di oggetti vecchi e polverosi, bensì come strumento di partecipazione attiva dei cittadini e di valorizzazione del genius loci”.
