
La sala conferenze illuminata dagli schermi sui quali gli eccellenti relatori hanno mostrato e discusso le loro immagini; relazioni che hanno interessato i medici di Radiodiagnostica, così come gli specialisti in Medicina nucleare e Radioterapia, che sono giunti ad Agrigento da ogni parte dell’Isola e, ancora più importante, tanti specializzandi che hanno affollato la sala del Dioscuri Bay Palace curiosi di sapere, bramosi di imparare. Il secondo giorno dei lavori del raduno organizzato da Sirm Sicilia ad Agrigento, sul tema “Radiologia diagnostica e interventistica dell’apparato urogenitale”, ha tutte le carte in regola per annoverarsi tra i congressi più partecipati della storia congressuale siciliana.
Il perché è presto detto: “La Radiologia interventistica – spiega Antonio Basile, direttore della Scuola di specializzazione dell’Università agli Studi di Catania e della UOC di Radiologia al Policlinico di Catania – è un insieme di procedure mini-invasive che, in un certo senso, creano l’alternativa agli interventi chirurgici. Oggi, ad esempio, parliamo di angioplastica mentre una volta si faceva riferimento al bypass, con l’emodinamista che da un accesso all’arteria femorale o alla radiale riesce a fare un’angioplastica; nella stessa maniera il radiologo interventista, nelle patologie urologiche, quali ad esempio un trauma, un rene che sanguina, attraverso un forellino entra e va a chiudere il vaso sanguinante preservando in tal modo il rene al paziente. L’alternativa, in questo caso, sarebbe stata la nefrectomia”. A rimarcare il cambiamento della Radiologia nel tempo, è Giorgio Ascenti, professore ordinario di Radiologia all’Università agli Studi di Messina: “Abbiamo discusso di nuove tecnologie – afferma – di nuove applicazioni di Risonanza magnetica e Intelligenza artificiale e abbiamo anche parlato ai nuovi radiologi interventisti proprio perché la Radiologia, pur essendo una branca fondamentale della Medicina, sta cambiando in maniera radicale”. Cambiamenti che, non a caso, hanno richiamato ad Agrigento specializzandi da tutta la Sicilia ai quali Giuseppe Brancatelli, professore ordinario di Radiologia e responsabile della UOC di Diagnostica per immagini e Interventistica del policlinico di Palermo, rivolge un accorato messaggio: “Desidero incoraggiare tutti gli specializzandi a tenere sempre duro” offrendo loro un consiglio pratico: “Continuate a studiare e fate in modo di avere un mentore che vi possa seguire nella vostra carriera accademica. Siate positivi, credeteci. Se avete dentro di voi il fuoco della conoscenza e del desiderio di apprendere, non vi lasciate scoraggiare e andate sempre avanti”. A sottolineare l’importanza dei tre giorni del raduno Sirm, è Gianfranco Di Fede, direttore sanitario dell’Asp di Catania, che ha sottolineato quanto il raduno “sia importante per la Sirm Sicilia perché ci permette di condividere argomenti importanti, incontrarci e migliorare le nostre performance”.
L’ultima giornata dei lavori, prevista oggi, dalle 8, sarà dedicata ai temi dell’apparato genitale femminile e dell’oncologia urogenitale, con un programma che completa il percorso scientifico del congresso. Dopo le comunicazioni libere, i lavori entreranno nel vivo con una sessione dedicata alla diagnostica di utero e ovaie, all’endometriosi, alle urgenze pelviche e alla gestione radiologica della paziente in gravidanza, accompagnata da una casistica clinica ragionata. A seguire, la sessione oncologica offrirà un aggiornamento sulla caratterizzazione delle lesioni renali solide, sulle neoplasie vescico‑ureterali, sul tumore del testicolo e sulle neoplasie della cervice uterina, con ulteriore spazio alla discussione di casi clinici. I lavori si avvieranno al termine con la tradizionale “sfida tra scuole” – Arancini, Pitoni e Panelle – e con la premiazione delle migliori comunicazioni libere, prima delle conclusioni finali che chiuderanno ufficialmente i lavori del congresso.
