Pensioni e lavoro, ok dalla Ragioneria a Quota 100 e reddito di cittadinanza

l ‘decretone’ è stato approvato dalla Ragioneria generale dello stato, e per quanto riguarda i tempi “ci sono stati affinamenti nel testo ma nel merito, non riguardano problemi di ragioneria”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. “Non ci sono blocchi nel decretone. Né da parte della ragioneria né per quanto riguarda la bollinatura. Fino all’ultimo si è cercato di affinare il testo e le misure, sono abbastanza complesse”. Con quota 100 e il blocco dell’età per la pensione anticipata nel 2019 andranno in pensione 290.000 persone in più. E’ il calcolo presentato nella relazione tecnica che accompagna il decretone. Nel dettaglio si prevede l’uscita di 102.000 dipendenti privati e di 100.000 lavoratori pubblici in più. Quota 100 e le altre misure, compreso il cumulo di più gestioni, consentirà anche il pensionamento anticipato di 88.000 lavoratori autonomi.

L’impresa che assume il beneficiario del reddito di cittadinanza con un contratto a tempo pieno e indeterminato nei primi 18 mesi di fruizione del beneficio hanno un incentivo sotto forma di esonero contributivo pari alla differenza tra i 18 mesi e quelli già usufruiti. Il contributo non può essere inferiore a cinque mesi con un massimale di 780 euro e “nei limiti della contribuzione Inps riferita al lavoratore assunto per le mensilità incentivate”. Lo si legge nella Relazione tecnica al decreto sul Reddito di cittadinanza. Per Rei speso circa 60% risorse stanziate, 800 mln – Nel primo anno di applicazione del Rei la spesa “effettiva” ha avuto una distanza “ancora maggiore rispetto al limite di spesa fissato sulla base delle stime”: è quanto si legge nella relazione tecnica al decretone, dove si spiega in che modo si è giunti a calcolare che la platea potenziale del reddito va ridotta “almeno all’85%”. Per il Rei infatti secondo i dati “all’8 gennaio”, la spesa risultava di “circa 800 milioni” mentre per il Sia “di circa 190 milioni”, quindi “meno di un miliardo a fronte di un limite di spesa per il 2019 di 1,747 miliardi, cioè meno del 60%”. (ANSA)