Cosa nostra in Germania, Dia: traffici e riciclaggio con lo stesso modus operandi praticato in Sicilia

“La presenza delle mafie di matrice italiana nel territorio tedesco è un dato confermato non solo dal Bundeskriminalamt (BKA) a livello federale, ma anche dalle numerose indagini svolte nel tempo dalle Forze di polizia italiane, in collaborazione con quelle tedesche. In Germania sono attivi anche altri gruppi criminali originari dei Paesi dell’Est e Medio Orientali”. Lo scrive la Dia nella relazione relativa al primo semestre 2018 consegnata nei giorni scorsi al Parlamento.

“Allo stato attuale – continua la relazioen – la maggior organizzazione criminale di matrice italiana presente è la ‘ndrangheta, che nel corso degli anni ha realizzato strutture analoghe a quelle calabresi, dalle quali dipendono in modo simbiotico. Infatti,  nell’operazione di polizia denominata “RHEINBRUCKE”, è emerso come alcuni componenti delle cosca di Fabrizia (VV) avessero costituito, dei locali anche in territorio tedesco. La ‘ndrangheta in Germania è dedita in particolare ad attività di riciclaggio attraverso acquisizioni di esercizi commerciali e beni immobili, con affiliati riconducibili principalmente ai clan ROMEO-PELLE-VOTTARI E NIRTA-STRANGIO di San Luca (RC), implicati per i noti fatti delittuosi di Duisburg del 2007. A questi si affiancano i PESCE-BELLOCCO di Rosarno (RC), attivi soprattutto nelle Aree Sud Occidentali, come i Länder della Renania Settentrionale-Westfalia, della Baviera, del Baden-Württemberg e dell’Assia. In Renania, a Moers, nel dicembre 2017, dopo 5 anni di latitanza è stato arrestato un latitante legato alla ‘ndrina PELLE-Vancheddidi San Luca (RC), il cui nome era già emerso proprio nel caso delle indagini sulla nota strage di Duisburg.

Recentemente, a gennaio 2018, anche la ‘ndrangheta crotonese è stata oggetto di una operazione di polizia italiana in collaborazione con quella tedesca, che ha colpito la cosca FARAO-MARINCOLA di Cirò (KR), con ramificazioni nei Länder dell’Assia e del Baden-Württemberg, per il reinvestimento di capitali illeciti. Il 13 febbraio 2018, a Monaco di Baviera, la Direzione delle Investigazioni Criminali della Polizia Tedesca, unitamente all’Arma dei carabinieri ed al Servizio per la Cooperazione Internazionale – S.i.Re.n.e., ha catturato un esponente della cosca GALLICO di Palmi, ricercato dall’ottobre 2017. Il 12 marzo successivo, a Saarbrucken, città della Saar, Land sud-occidentale al confine con la Francia, è stato arrestato per associazione di tipo mafioso un altro ricercato, ritenuto il reggente della menzionata cosca GALLICO, latitante dal 2013 ed inserito nell’Elenco dei latitanti pericolosi del Ministero dell’Interno. Per quanto attiene al mercato del traffico internazionale degli stupefacenti, il territorio tedesco risulta di notevole importanza per le cosche calabresi, grazie all’utilizzo del porto di Amburgo, uno degli scali portuali più importanti d’Europa, e alla posizione geografica della Germania, che confina con l’Olanda, altro punto di approdo degli stupefacenti provenienti dal Sud America. I sodalizi calabresi avrebbero sviluppato interessi e proiezioni anche verso i Länder della Turingia e della Sassonia, per sfruttare, congiuntamente alle agguerrite organizzazioni dei paesi dell’Est, le opportunità economiche derivanti dalle difficili condizioni socio-economiche connesse alla riunificazione nazionale degli anni ’90, attraverso consistenti speculazioni finanziarie e immobiliari.

Anche le famiglie di cosa nostra siciliana, nel corso del tempo, avrebbero cercato di radicarsi nel territorio tedesco,  dedicandosi ad attività legate al traffico degli stupefacenti, nonché al reimpiego di capitali nell’economia legale. Si tratta di un modus operandi praticato in Sicilia, che predilige la strategia dell’inabissamento. In più occasioni, nel corso di attività di indagine volte alla ricerca di latitanti, è emersa la presenza di soggetti, residenti in Germania, originari della provincie di Gela, Agrigento e Catania, nonché del comune di Partinico (PA), in particolare nei Länder ad ovest ed a sud del Paese, come il Baden-Wurttemberg, la Baviera e la Renania Settentrionale-Westfalia e l’Assia.

Una conferma, in tal senso, viene dalle operazioni “Cinisaro” e “Meltemi”, del 2017, coordinate dalla DDA di Palermo e condotte dalle Forze di polizia italiane in collaborazione con la Polizia tedesca (LKAdel Länder del Baden-Württemberg). A conclusione delle indagini sono stati arrestati 19 soggetti, di nazionalità italiana e colombiana, a vario titolo indagati per reati in materia di stupefacenti, aggravati dalla transnazionalità. Tra gli altri è risultato implicato un imprenditore palermitano, pluripregiudicato, con interessi economici nel settore della ristorazione nella città tedesca di Villigen. Grazie all’operazione denominata “Druso – Extra Fines”, è stato, invece, possibile colpire le proiezioni del clan RINZIVILLO di Gela (CL) sul Lazio, sulla Lombardia ed in Germania. In questo contesto, Cosa nostra avrebbe dato vita ad una cellula criminale operante nelle città di Karlsruhe e di Colonia, nei Länder di Baden-Wüttemberg e della Renania Settentrionale-Westfalia, individuando in un soggetto insospettabile, di origini gelesi, il nuovo luogotenente cui demandare l’organizzazione del traffico di droga e la realizzazione di articolati investimenti nei settori delle costruzioni e alimentare.

Significativi, da ultimo, anche gli arresti eseguiti a seguito di Mandato di Arresto Europeo (MAE) – emesso dalla DDA di Catania – di due ricercati, ritenuti affiliati al clanSCALISI, locale proiezione della famiglia LAUDANI di Catania, il primo consegnato in Italia a febbraio 2018 ed il secondo tratto in arresto a maggio 2018. Un terzo arresto è stato eseguito, sempre a maggio, a Colonia, nei confronti di un elemento ritenuto appartenente al clan Santangelo, alleato della famiglia mafiosa SANTAPAOLA– ERCOLANO. In merito alla criminalità campana, a Berlino, Amburgo, Dortmund e Francoforte è stata segnalata la presenza  di personaggi collegati a clanca morristi, le cui principali attività illecite sono legate alla vendita, al commercio”.