Faida di Favara, missione in Belgio della Procura di Agrigento: c’è un filone che porta a Liegi

Missione in Belgio della Procura di Agrigento che «rispolvera» Mario Rizzo, il trentaduenne favarese che, dopo avere accusato e fatto arrestare il cognato Gerlando Russotto, lo scorso 2 agosto, ha intrapreso un percorso di collaborazione che sembrava terminato con una valutazione negativa. Mario Rizzo, che si trova ai domiciliari, non è stato sottoposto ad alcuna misura di protezione, di recente è apparso più volte anche in tribunale, dove era imputato per vicende di criminalità molto spicciola e avrebbe rimediato persino una nuova denuncia per il coinvolgimento in una rissa dove sarebbero state sferrate alcune coltellate. Come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, il suo «tentativo» di collaborazione, durante il quale ha pure rilasciato dichiarazioni alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo che indaga su alcuni omicidi avvenuti a Favara, sembrava naufragato. Invece la mossa a sorpresa del procuratore aggiunto Salvatore Vella e del sostituto Alessandra Russo, che sono volati in Belgio insieme al dirigente della squadra mobile Giovanni Minardi, riapre scenari che sembravano tramontati.

Vi è un evidente e persistente intreccio, viene sottolineato in ambienti investigativi, tra i gravi delitti commessi in Belgio, nel distretto di Liegi (in particolar modo), con quelli commessi in provincia di Agrigento. Un intreccio che è collegato a traffici internazionali di armi e stupefacenti. Procura e polizia, grazie ad audizioni e riscontri a dichiarazioni già acquisite, hanno assodato quello che, da tempo, già ipotizzavano. La trasferta della procura e della squadra mobile di Agrigento viene fatta nell’ambito di una attività di collaborazione investigativa internazionale. Gli inquirenti hanno interrogato – a Liegi – alcune persone che avrebbero assistito al tentato omicidio del ristoratore Saverio Sacco e della sua famiglia. Tentato omicidio avvenuto, proprio a Liegi, il 28 aprile 2017.