Rifiuti, emergenza sanitaria a Porto Empedocle. Il sindaco: ”Stiamo cercando soluzioni alternative”

L’amministrazione comunale di Porto Empedocle pare proprio che si avvii verso la dichiarazione dello stato di calamità e di emergenza sanitaria, come racconta il Giornale di Sicilia. Uno stato che non potrà che comportare la chiusura delle scuole e degli esercizi commerciali. «Dichiarando lo stato di calamità e di emergenza sanitaria – ha spiegato il sindaco Ida Carmina – interverrà la Protezione civile e l’esercito. Non si può stare in questa condizione, non ancora per molto». La raccolta dei rifiuti, anche ieri, è rimasta ferma. Nonostante siano trascorsi 12 giorni (15 se si considerano le domeniche, oggi compresa), la spazzatura continua a restare su strade e marciapiedi e Porto Empedocle si è ormai trasformata in un’unica, grande, discarica a cielo aperto. Già nei giorni scorsi, l’ufficiale sanitario aveva invitato il sindaco a chiudere le scuole.

Gli amministratori speravano che la notizia dell’arrivo di cinque milioni di euro – da parte del ministero dell’Interno per i Comuni in dissesto finanziario – sbloccasse l’emergenza. «C’è un decreto firmato, è solo questioni di giorni. Non so quanti, ma è questione di giorni» – ha spiegato lo stesso sindaco di Porto Empedocle durante una diretta Facebook – . Ma l’annuncio del decreto che, di fatto, avrebbe dovuto rassicurare gli animi, nel senso che gli stipendi arretrati verranno tutti pagati, non ha sortito effetto. Ieri mattina, anche gli stessi amministratori di Porto Empedocle si sono premurati a verificare, direttamente sul campo, se la vertenza faceva registrare o meno una battuta d’arresto, ossia se i netturbini fossero tornati al lavoro. Eppure poche ore prima, nella serata di venerdì, attraverso i social, il sindaco Carmina aveva lanciato un nuovo accorato appello ai netturbini della Realmarina: «Si passino una mano sulla coscienza, tengano in conto le necessità di questa comunità». Appello che, però, appunto, non è stato raccolto.

«Stiamo cercando soluzioni alternative. Qualora la situazione dovesse rimanere così – ha spiegato, nella serata di venerdì, il sindaco di Porto Empedocle – sarò costretta a prendere decisioni gravi che fino ad ora ho voluto evitare. Non riuscendo a trovare chi venga a ripulire al posto dei netturbini del cantiere di Porto Empedocle, non potrò far altro che chiudere le scuole, dichiarare lo stato di calamità e di emergenza sanitaria e far chiudere gli esercizi commerciali. Ne ho anche parlato con il prefetto. Stamattina (ieri ndr.) ho sentito il dirigente generale della Protezione civile Foti».

La raccolta dei rifiuti, a Porto Empedocle, è ferma dallo scorso lunedì 11 febbraio. Per quel giorno, per reclamare il pagamento degli stipendi arretrati, la Cisl aveva proclamato lo sciopero. Ma dall’indomani in poi, gli operatori ecologici della Realmarina sono rimasti con le braccia incrociate. «Non posso dire il giorno preciso, non so quando la Corte dei Conti avrà il fascicolo per la registrazione – ha spiegato, ancora, il sindaco di Porto Empedocle in merito ai fondi in arrivo dallo Stato – . Ma sono fondi che stanno arrivando e penso che questo paese non si meriti questo trattamento da parte di nessuno». Il Comune deve sanare la posizione degli arretrati agli operatori ecologici, ma anche quella degli impiegati comunali che sono indietro di quasi 4 mesi con i pagamenti. L’arrivo dei soldi non potrà che rappresentare una vera e propria boccata d’ossigeno per le casse del Municipio empedoclino. «Abbiamo in cassa circa 178 mila euro – hanno spiegato il sindaco e il suo vice Salvatore Urso – . Volevamo anticiparli alle imprese su una fattura. Li volevano come interessi per i ritardati pagamenti, cosa che non si può fare perché manca un capitolo di spesa adeguato»