Elezioni Sardegna 2019: scrutinio a rilento, centrodestra avanti

Christian Solinas (centrodestra) arriva al 48,57% delle preferenze (15.673 voti) quando sono state scrutinate 121 su 1840 sezioni in Sardegna per l’elezione del Consiglio regionale. I dati sono stati diffusi dalla Regione. Seguono Massimo Zedda (Centrosinistra) con il 33,42% (10.784 voti) e Francesco Desogus (M5s) con l’10,57% (3411 voti). Quindi Mauro Pili (Sardi Liberi) con il 2,71% (877 voti), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 2,40% (776 voti), Andrea Murgia (Autodeterminazione) con lo 1,89% (612 voti) e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,41% (134 voti). Le schede bianche sono 292, le nulle 35, mentre quelle con errori e voti nulli sono 748. Complessivamente si tratta di circa 32.267 voti. Trentatre i Comuni su 377 che hanno completamente concluso tutte le operazioni di scrutinio.

Con lo spoglio ancora aperto e con sole 70 sezioni su 1840 scrutinate il Partito democratico raggiunge il 13,04%: finora risulta essere il primo partito nell’Isola anche se nelle scorse elezioni regionali del 2014 il dato – stavolta definitivo – era il 22,06%. Sul 10% tre partiti: 11,09% Forza Italia (18,52% nel 2014), 11,14% la Lega e 10,29 il Partito Sardo d’Azione che esprime il candidato Christian Solinas (4,67% nel 2014). Il M5S è fermo, per ora, al 7,81% (non presente nel 2014), Sardegna 20Venti – lista civica e costola di Fi nell’Isola – al 9,31% (n.p.), Liberi e Uguali al 4,45% (con Sel si arrivava 5,18%) e Fdi al 3,62% (2,82% nel 2014).

In casa centrodestra, primo applauso per il risultato di Jerzu, in Ogliastra, che viene dato come definitivo: Solinas è accreditato di 812 voti contro i 517 di Zedda 517 e i 129 di Desogus (M5s). C’è comunque ottimismo. “Credo che il divario non sarà quello indicato dagli exit poll, Solinas sarà più avanti di quanto previsto – prevede l’eurodeputato di Forza Italia, Salvatore Cicu, nella sede del comitato elettorale del centrodestra al T Hotel – Dalla Sardegna parte un doppio segnale – spiega – non si può pensare di fare a meno di Forza Italia e degli altri alleati. Il secondo è che vince chi vive i problemi del territorio, i Cinquestelle sono completamente distanti dalle realtà territoriali”. Un passaggio sulla Lega: “Dai primi dati emerge che raggiunge un risultato importante ma non eclatante – osserva Cicu – deve fare una riflessione: si vince col centrodestra unito”.

Nel frattempo, il candidato Cinquestelle Francesco Desogus è tornato questa mattina al lavoro alla Biblioteca di Monte Claro a Cagliari. Finora nessun commento sui primi dati che lo vedono nettamente staccato rispetto a Solinas e Zedda. Desogus parlerà comunque in una conferenza stampa nel primo pomeriggio. Test importante, quello sardo, per il governo gialloverde. Ma da Sharm El-Sheikh, dove partecipa al vertice Ue-Lega Araba, il premier Giuseppe Conte ribadisce: “Non mi pronuncio sulle valutazioni politiche” del voto in Sardegna “ma non dobbiamo enfatizzare il ruolo di elezioni regionali: sono importanti per la Sardegna e offriranno degli spunti agli eletti ma sicuramente non ritengo che dagli esiti possano derivare conseguenze sul governo nazionale”. Di certo lo scrutino, che in Sardegna segue delle regole particolare previste dalla legge regionale, si dovrà concludere entro 24 ore dall’inizio dello spoglio, cioè alle 7 di domani mattina. Poi i plichi con le schede saranno invitati all’Ufficio centrale circoscrizionale.

“Noi andiamo avanti per la nostra strada, gli elettori ci premiano, se altri hanno qualche problema è giusto che decidano loro come risolverlo”. Lo ha detto a Londra il sottosegretarioGiancarlo Giorgetti, rispondendo sullo scarto fra il risultato della Lega e quello del M5S in Sardegna. “La linea resta tracciata – ha proseguito – andiamo avanti con tranquillità, serenità e serietà nell’azione di governo”.