Il caldo eccezionale dell’estate 2026 ha ridotto la raccolta di sangue: lo indicano i dati del Centro Nazionale Sangue, per il momento relativi a giugno e luglio, dai quali emerge una riduzione dello 0,5% in giugno rispetto a giugno 2025 e una riduzione dell’1,1% luglio a luglio, rispetto a luglio 2025, con 2.100 sacche in meno. A denunciare la riduzione nella raccolta, con il Centro Nazionale Sangue, sono Croce Rossa, Policlinico Umberto I e Policlinico Gemelli, in occasione della raccolta straordinaria di sangue promossa oggi a Roma dal Gruppo Adnkronos, con il supporto di ministero della Salute, Avis Roma e Centro Nazionale Sangue. Presenti il ministro della Salute, Orazio Schillaci e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che hanno sottolineato l’importanza di un gesto semplice ma in grado di salvare vite.
Come evidenziato poi dalla direttrice del Centro Nazionale Sangue, Luciana Teofili, la rete nazionale basata sulla solidarietà e sulla compensazione tra Regioni ha consentito finora di gestire le carenze, ma la vera sfida resta la continuità. In Italia il sistema conta circa 1,66 milioni di donatori e quasi 3 milioni di donazioni l’anno, poggiando interamente sulla volontarietà non remunerata. “Rimane ancora qualche criticità in Sicilia, dove ancora evidentemente le ondate di calore si fanno sentire, ma l’isola sta ricevendo il supporto delle altre Regioni – ha spiegato Teofili facendo il punto della stagione appena passata -. Impariamo da questi ultimi eventi che le condizioni climatiche per come si stanno presentando diventano una variabile che influisce in maniera significativa sulla raccolta del sangue e che dobbiamo imparare a gestire. Un’unità di sangue si conserva per 42 giorni, quindi se il caldo persiste e se non si riesce a fare delle scorte particolarmente abbondanti nel mese di luglio, nel mese di agosto si rischia di andare in sofferenza”. (ANSA)
