Disastro aereo in Etiopia, la moglie di Tusa: ”Spero di avere almeno una tomba su cui piangere mio marito”

“Avevo dei presentimenti”, così Valeria Patrizia Li Vigni, moglie di Sebastiano Tusa e direttrice del Palazzo Riso di Palermo, racconta al Corriere della Sera  dei momenti precedenti e quelli successivi alla notizia del disastro aereo in Etiopia in cui ha perso la vita il marito archeologo di fame internazionale eassessore ai Beni Culturali della Regione siciliana. “Ho avvertito il disastro in arrivo. Mi sentivo sola. Perché non mi telefona? Né lui voleva partire. Per la prima volta è partito triste. Ma aveva un senso profondo del dovere, dell’archeologia come messaggio di pace, cemento fra i popoli e le loro storie”, dice la donna raccontando anche un particolare dettaglio: “Ero a Bologna pochi giorni fa con mio marito, al Mambo, il Museo d’arte moderna. Siamo entrati in contatto con i responsabili della mostra per la strage di Ustica, l’aereo Itavia precipitato nel 1980. Una rassegna toccante. E io ho detto che l’avrei portata a Palazzo Riso. Fra me e Sebastiano si rinnovò la pena, pensando agli amici perduti”. Poi conclude: “Spero di avere almeno una tomba su cui piangere mio marito”.