Mafia, il procuratore Cartosio: Livatino ucciso perché lasciato solo

“Rosario Livatino mori’ anche perche’ ad Agrigento colleghi ed appartenenti alle forze dell’ordine non sempre facevano il loro dovere e lo hanno lasciato solo”. Lo ha detto a Ficarazzi (Pa) nel corso della cerimonia per l’intitolazione a Rosario Livatino dell’istituto comprensivo cittadino, il procuratore della Repubblica di Termini Imerese Ambrogio Cartosio. Il magistrato ha precisato di “non aver conosciuto il giovane collega vittima della mafia ma di aver avuto modo di incontrare per motivi di lavoro gli autori a vari livelli dell’assassinio di Livatino cui oggi va reso onore alla competenza ed all’incorruttibilita’”. Dichiarazioni che rafforzano l’immagine di Livatino che ha aggiunto Cartosio “non si e’ lasciato condizionare neanche dal fatto che il capo provinciale di Cosa nostra, Giuseppe Di Caro, abitava al piano superiore dello stabile dove viveva Rosario Livatino con gli anziani genitori”. Per Livatino e’ in corso il processo di Canonizzazione approdato alla fase romana con il Postulatore Generale, monsignor Vincenzo Bertolone, nominato direttamente dal cardinale Francesco Montenegro capo dell’Arcidiocesi di Agrigento che cosi’ ne ha assunto la titolarita’ con onori ed oneri consapevole dell’importanza dell’elevazione agli onori degli altari di questo “testimone credibile” che potrebbe diventare il primo “magistrato Santo” nella storia della Chiesa.(ANSA)