Mafia, a Cattolica Eraclea anche l’ex poliziotto che arrestò il boss Vito Rizzuto

La troupe di un’importante tv canadese arriva nell’Agrigentino alla ricerca delle origini del clan Rizzuto. Un reportage del giornalista Félix Séguin che lavora per Tva.ca e per il Journal de Montreal e che da tempo si occupa di mafia italo-canadese. Séguin, che recentemente ha realizzato una clamorosa inchiesta sul “ritorno al potere” del clan Rizzuto in Canada, è stato guidato a Cattolica Eraclea dal giornalista Franco Castaldo, ex direttore di Grandangolo e autore di libri come “Trent’anni di mafia nell’Agrigentino” e “Da Falsone a Messina: strade senza ritorno”.

Con loro anche un ex poliziotto, e non uno qualsiasi: si tratta di Pietro Poletti, noto alle cronache anche per l’arresto di Vito Rizzuto. Fu proprio Poletti, la mattina del 20 gennaio del 2004 a Montreal, insieme al collega Nicodemo Milano, a bussare alla porta della lussuosa villa del capo della mafia italo-canadese per arrestarlo, su richiesta degli Stati Uniti, per gli omicidi di tre “ribelli” della famiglia Bonanno, commessi a New York nel 1981. Da lì cominciarono i guai per il clan Rizzuto. Nel 2005 scattarono cinque arresti nell’operazione “Brooklyn” della Dia contro le infiltrazioni nella gara di appalto per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e per Vito Rizzuto l’Italia chiese invano l’estradizione. Nel novembre 2006 scattò a Montreal l’operazione “Colosseo” e tornò in carcere a ottant’anni, tra gli altri, il vecchio “padrino” Nick Rizzuto.

La giustizia italiana non otterrà l’estradizione per Nick e Vito Rizzuto e per il cognato Paolo Renda neanche dopo l’operazione “Orso Bruno” nell’ottobre 2007 sul riciclaggio di 600 milioni di dollari attraverso la Made in Italy Spa con sede a Roma di fronte Palazzo Chigi. Vito Rizzuto, nato nel 1946 a Cattolica Eraclea, è morto poi il 23 dicembre 2013 a Montreal per “cause naturali” dopo otto anni di carcere durante i quali i rivali gli avevano ucciso il figlio Nick Jr e il padre Nick Rizzuto Sr oltre che diversi amici come il boss siculianese Agostino Cuntrera. Adesso, al vertice dell’organizzazione italo-canadese ci sarebbe il figlio Leonardo, l’estate scorsa in vacanza a Cattolica Eraclea.

Diversi i giornalisti canadesi che in questi anni sono arrivati in paese per documentare le caratteristiche del luogo che ha dato i natali ai Rizzuto. L’anno scorso è arrivato anche il giornalista Gaétan Pouliot autore dell’inchiesta di Radio Canada, pubblicata nei giorni scorsi anche su YouTube, sull’imprenditore italo-canadese  Joe Borsellino – che proprio l’anno scorso ha donato uno scuolabus al Comune di Cattolica Eraclea – e i rapporti con il clan Rizzuto. “La storia della famiglia Rizzuto è molto importante per noi, dal punto di vista giornalistico,perché in Canada questa famiglia era molto potente e coinvolta pure nell’economia legale e sembra impossibile che anche oggi non sia più così”, ha detto il giornalista Félix Séguin che ha trovato “Cattolica Eraclea bella e anche un po’ congelata nel tempo”.

“Il collega canadese – racconta il giornalista Franco Castaldo – mi ha posto una serie di domande tese a ricostruire la storia in terra agrigentina delle famiglie Rizzuto e Caruana-Cuntrera. Il salto temporale è stato lungo: siamo partiti dal viaggio, con le valigie di cartone, da Siculiana e Cattolica Eraclea con direzione Canada. Ho spiegato le ragioni storicamente svelate da numerosi rapporti giudiziari di quel trasferimento in Nord America. Dal Canada, poi, si è sviluppato un colossale business internazionale con ramificazioni certe in tutto il mondo. Ho spiegato che la mafia gestita dai Rizzuto, dai Caruana-Cuntrera è lontano anni luce, per modi di pensare e soprattutto di agire, rispetto alla nostra mafia, quella che ci impegna quotidianamente nel nostro lavoro di giornalisti. Non ho mai visto un appartenente ai clan transnazionali originari di Cattolica Eraclea o Siculiana scovato e arrestato in un casolare, in un fondo agricolo, in covi di fortuna. Mi è stato chiesto – prosegue Castaldo – dell’attualità dei clan agrigentini operanti in Canada rispetto al nostro territorio. Ho spiegato che il legame c’è ed è molto forte ma rappresenta un legame soprattutto affettivo, di appartenenza al territorio, legato alle parentele e alla consanguineità che resiste al trascorrere del tempo. Ma questo è un altro discorso. Certo, significativa è la presenza, l’estate scorsa, di Leonardo Rizzuto a Cattolica Eraclea. E’ un altro modo per affermare il legame con il territorio e verso i suoi parenti stretti nati qui. Ho ragionato anche sulla possibile inesistenza di rapporti in affari, specie illeciti, nel nostro territorio se non per operazioni di amplissimo respiro, come ad esempio la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Ed ho anche spiegato, su specifica domanda, cosa accade e quali difficoltà incontrano i giornalisti ad occuparsi di queste vicende, specie quelli che scrivono e rimangono sul territorio”.