Al centro dell’interesse del comitato d’affari formato da imprenditori e politici e burocrati del Comune di Palermo ci sarebbe stata la lottizzazione di aree industriali dismesse del Comune di Palermo in via Maltese, via Messina Marine e via San Lorenzo. Ne sono certi gli investigatori della Guardia di finanza e dei carabinieri che hanno eseguito stamani otto misure cautelari. Ai domiciliari sono finiti due consiglieri comunali e altrettanti dirigenti del Comune, due imprenditori e un architetto. In particolare, è emerso che nel 2016, l’architetto Fabio Seminerio, oggi arrestato, presentò, per conto di numerosi imprenditori, tre progetti per la realizzazione di 350 unità abitative di edilizia sociale residenziale convenzionata.
Per derogare al Piano regolatore generale era necessario che il Consiglio comunale attestasse il pubblico interesse di tali iniziative. L’istruttoria sulle proposte di deliberazione fu curata da Mario Li Castri, all’epoca a capo dell’area tecnica del Comune, anche lui finito oggi ai domiciliari. “In evidente situazione incompatibilità, essendo stato socio in affari di Seminerio con cui manteneva un’assidua frequentazione – spiegano gli investigatori -, rilasciò parere favorevole anche in mancanza di alcuni requisiti di ammissibilità in materia di edilizia convenzionata”. In cambio, dagli imprenditori Francesco La Corte e Giovanni Lupo, interessati all’approvazione dei piani costruttivi, avrebbe ottenuto la promessa di assegnare a Seminerio la direzione dei lavori.
Quest’ultimo, poi, a sua volta, avrebbe destinato a Li Castri una parte dei profitti guadagnati dall’approvazione da parte del Consiglio comunale delle tre proposte di deliberazione. Anche Monteleone, spiegano gli investigatori, si sarebbe adoperato per il buon esito della delibera relativa all’ex area industriale di via San Lorenzo. I due consiglieri comunali, destinatari del provvedimento, invece, “in cambio della promessa di utilità di varia natura”, avrebbero garantito una rapida calendarizzazione e approvazione delle tre proposte di costruzione in deroga al piano regolatore. Il 7 novembre scorso, però, il Consiglio comunale espresso parere contrario alle proposte costruttive. (Adnkronos)

