Coronavirus: il vademecum delle sanzioni penali per chi viola le regole per contenere il contagio

Un vademecum sulle sanzioni penali per chi viola il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri “Io resto a casa”. Il decreto dell’11 marzo 2020 prevede pesanti multe per chi non si attiene alle disposizioni. L’avvocato penalista Piergiorgio Assumma, docente presso l’Accademia della Guardia di finanza, spiega il vademecum delle sanzioni penali per chi non osservera’ le regole. Uscire di casa senza comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessita’, motivi di salute o per rientrare nella propria abitazione puo’ far rischiare di commettere uno dei seguenti reati: “Delitti colposi contro la salute pubblica – art. 452 codice penale”: Chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti previsti dall’articolo 438 rubricato come epidemia, ovverosia chiunque cagiona un’epidemia con la diffusione di germi patogeni, sara’ punito con la reclusione da uno a cinque anni.

“Inosservanza dei provvedimenti dell’autorita’ – art. 650 codice penale”: Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorita’ per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, e’ punito, se il fatto non costituisce un piu’ grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro duecentosei. “Questa fattispecie si applica a chiunque trasgredisce gli obblighi e le prescrizioni del decreto (ad esempio, a chi esce dalle zone rosse, ormai estese su tutto il territorio nazionale, oppure continua a tenere aperta una palestra o in casi come quelli della stazione di Milano ecc.), non sara’ contestata questa fattispecie nel caso dell’autocertificazione falsa, con la quale concorrera’, ovverosia saranno contestati sia l’art. 650 c.p. sia il successivo articolo 483 c.p. ‘Falsita’ ideologica commessa dal privato in atto pubblico’ “, spiega l’avvocato Assumma.

 Ancora, “Falsita’ ideologica commessa dal privato in atto pubblico – art. 483 codice penale”. Chiunque attesta falsamente a pubblico ufficiale in un atto pubblico e’ punito con la reclusione fino a 2 anni. “Questa fattispecie verra’ contestata a chi dichiara il falso nell’autocertificazione (ad esempio a chi attesta che ci si sta recando dal medico e non e’ vero oppure si attesta che ci si sta recando a lavoro e non e’ vero). Notare bene che la Cassazione assimila l’autocertificazione a un atto pubblico, anche se questo proviene da un privato ed e’ scritto di proprio pugno. Questo reato sara’ contestato insieme all’art 650 c.p., in quanto concorrono, poiche’ la falsa autocertificazione e’ usata per eludere il provvedimento dell’autorita’”, continua l’avvocato. Inoltre, il reato di “Omicidio – art. 575 codice penale”. Chiunque cagiona la morte di un uomo e’ punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno. “Ad esempio per chi sapendo di essere infetto esce, pur stando in quarantena, dalla propria abitazione o dal luogo dove sta passando la quarantena. Stesso dicasi per chi scappa da un ospedale sapendo di essere infetto e contagia altre persone. Si applichera’ tale fattispecie se da questi fatti ne deriva poi il decesso a seguito del contagio”, aggiunge Assumma.

Infine, “Lesioni personali dolose – art. 582 codice penale”. Chiunque cagiona (contagiando volontariamente con il virus) ad alcuno una lesione personale – art 583 c.p. – dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni se la malattia ha una durata non superiore ai 20 giorni. “La reclusione sara’, invece, secondo il richiamato art. 583 c.p., da tre a sette anni, se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacita’ di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni. La reclusione sara’ da sei a dodici anni, se dal fatto deriva la perdita dell’uso di un organo “Ad esempio nel caso di una complicazione, qualora dovessero esistere casi in medicina, di asportazione di un polmone, a seguito dell’infezione da coronavirus. Quest’ultimo appare al momento non conoscibile, sia sul piano realistico, sia qualora sia possibile nell’antologia medica a seguito di infezione virale”, conclude l’avvocato. (Nova)