Coronavirus nell’Agrigentino, 8 sindaci contro l’Asp: manca trasparenza nella comunicazione

Si allarga la protesta dei sindaci nell’agrigentino contro l’Asp, che il primo cittadino di canicatti’ ha definito “discutibile e approssimativa” nerlla gestione delle infoirmazioni sull’epidemia deda coronavirus, in particolare riguardo all’ospedale “Barone Lombardo”, possibile focolaio del virus. In un documento indirizzato al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, i sindaci di Canicattì, Naro, Racalmuto, Ravanusa, Grotte, Licata, Camastra, Castrofilippo lamentano “la mancanza di trasparenza nella comunicazione e l’assoluta carenza di informazioni” al “possibile focolaio epidemico che potrebbe aver messo a repentaglio la salute di pazienti in vari reparti, essendo risultati positivi al tampone rino-faringeo unita’ di personale medico e infermieristico”. Ai primi cittadini non e’ chiarito cosa sia stato fatto per la “sanificazione dei reparti in cui hanno prestato la loro attivita’ le unita’ di personale poi risultate positive al covid-19″ e e di tutti gli altri reparti e locali del presidio” e perche’ il personale sanitario non sia stato dotato di dispositivi di protezione. Inoltre, nulla si sa del “numero di tamponi effettuati per il personale in servizio presso il Presidio Ospedaliero e della “paventata istituzione di un ricovero per l’isolamento dei pazienti positivi (o sospetti positivi) nel reparto attualmente destinato alla chirurgia, senza che sussistano le oggettive condizioni effettive per l’individuazione sicura di un percorso specifico che non metta a repentaglio la salute del personale ospedaliero e dei pazienti e/o comunque non li esponga al pericolo d’infezione”.