Coronavirus, a Lampedusa donate 5.000 mascherine da una società di Treviso

“Si puo’ dire che a Lampedusa le mascherine non le abbiamo mai avute, tranne 3mila che sono riuscito a reperire personalmente e a distribuire sull’isola, e circa 1.000 mille che ci ha inviato la Protezione civile di Agrigento, ma erano quelle di panno che si rompono con molta facilita’. Poi mi ha chiamato il mio amico Gian Lorenzo Marinese, presidente della Nova Facility, una societa’ cooperativa di Treviso, per chiedermi se a Lampedusa avessimo bisogno di qualcosa. Cosi’ ci ha spedito 5mila mascherine, che sto gia’ distribuendo a tutti i cittadini che vengono in Comune. Da questa mattina ne ho gia’ consegnate mille. Ricordo che le mascherine possono essere ritirate nei locali di via Vittorio Emanuele, negli orari di apertura al pubblico degli uffici”. A raccontarlo all’agenzia Dire e’ il sindaco di Lampedusa e Linosa, Salvatore Martello. Il Covid-19, intanto, non ha contaminato i due comuni piu’ a sud dell’Italia.

“Non lo vogliamo dire per scaramanzia, ma pare che stiamo riuscendo a contenere il virus… A Lampedusa, cosi’ come a Linosa, fortunatamente non abbiamo avuto nessun caso- racconta il sindaco- a parte quello di una signora contagiata a Bergamo e tornata a Lampedusa per fare la quarantena. All’undicesimo giorno ha avuto la febbre e ha manifestato i sintomi, quindi le abbiamo fatto il tampone ed e’ risultata positiva. Ma ha avuto una forma blanda ed ora e’ in fase di guarigione, poi dovra’ ripetere il tampone. Abbiamo fatto quasi 50 tamponi su persone che venivano da altri comuni italiani e ritornavano a casa”. Martello fa quindi sapere di aver preso le misure “ben prima del governo nazionale e stanno funzionando”. I cittadini escono poco, quindi? “Devo dire di si’- risponde il sindaco all’agenzia Dire- la mattina c’e’ un po’ di movimento perche’ le persone vanno a fare la spesa, ma non ci sono molti assembramenti. Tranne alcuni, che sono gli incorreggibili anche di fronte al Coronavirus, che pero’ vengono fermati dalle forse dell’ordine che stanno facendo un ottimo servizio sul territorio”.

E a Pasqua non si festeggera’ neppure a Lampedusa e Linosa. “Assolutamente no- assira Martello- addirittura nei giorni di Pasqua e Pasquetta tutti gli alimentari, compresi i supermercati, saranno chiusi”. Per questa estate il sindaco teme gravi ripercussioni sul turismo. “Certamente ci saranno ripercussioni- dice Martello- ma bisogna aspettare che finisca l’emergenza in tutta Italia. Il 90% dei turisti di Lampedusa e’ italiano e proviene da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Se l’Italia non guarisce, sicuramente le ripercussioni saranno molto negative. Anche la pesca sta andando male, perche’ essendo un’isola non riusciamo a raggiungere i mercati. Cosi’, anche se siamo autorizzati a farla dal decreto governativo, ci siamo comunque dovuti fermare perche’ nessuno va comprare il pesce. Non riusciamo neppure a distribuirlo, quindi i pescatori si sono fermati volontariamente”. Infine, una domanda sui migranti: continuano a sbarcare? “Proprio ieri sera c’e’ stato uno sbarco di 34 persone, con 11 donne di cui due incinta. Le abbiamo messe subito in quarantena e ora sono all’interno dell’hot spot. La maggior parte era subsahariana, ma c’era anche qualche tunisino”, conclude il sindaco Martello. (Dire)