Diverse lenzuola bianche stese sui balconi sono apparse oggi Lucca Sicula nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele. In un lenzuolo compare anche la scritta: “Giustizia”. Probabilmente si tratta di un modo per rendere l’ultimo saluto – visto che non è possibile celebrare i funerali per l’emergenza Coronavirus – dell’agricoltore incensurato Vincenzo Corvo, di 52 anni, ucciso con una fucilata alla gola nelle campagne di Lucca Sicula il 3 aprile scorso. L’uomo, a quanto pare, qualche tempo fa, avrebbe subito danneggiamenti alle sue proprietà terriere che avrebbe regolarmente denunciato. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri che vengono coordinati dal procuratore della Repubblica di Sciacca Roberta Buzzolani che ha inviato nei giorni scorsi sul luogo dell’omicidio i pm Roberta Griffo e Michele Marrone. La Procura saccense ha disposto l’autopsia sul corpo di Vincenzo Corvo che, diversi anni fa, riuscì ad evitare di un soffio l’arresto per mafia. Gli inquirenti della Dda di Palermo ne avevano chiesto la cattura nell’ambito della maxi operazione antimafia “Maginot” che nel 2011 fece terra bruciata intorno al boss numero 1 di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone; il gip però rigettò la richiesta di misura cautelare.
Le lenzuola bianche sui balconi richiamano alla memoria quanto avvenuto la settimana scorsa a Favara, dove molti cittadini, su invito del sindaco, le hanno esposte per rendere l’ultimo saluto a Lorena Quaranta, la giovane studentessa di Medicina strangolata dal proprio compagno nella casa in cui vivevano a Furci Siculo, in provincia di Messina. Nel caso di Lucca Sicula, va detto, non c’è stato nessun invito ad esporre le lenzuola bianche.

