Covid-19, Ordine psicologi Sicilia: ”Fase 2 non sarà semplice, mix di ansia e speranza”

“I processi di elaborazione degli accadimenti non sono immediati, hanno bisogno di tempo e hanno bisogno di una distanza. Siamo ancora troppo immersi dentro le condizioni determinate dalla quarantena per poter pensare di avere avviato un qualche processo elaborativo”. Lo dice lo psicoterapeuta e consigliere dell’Ordine degli psicologi di Sicilia, Calogero Lo Piccolo, in merito alla cosiddetta ‘Fase 2′ dell’emergenza Covid-19. “Per di piu’, tutto e’ accaduto in termini talmente repentini che probabilmente stiamo ancora faticosamente tentando di adattarci alle drastiche trasformazioni che il quotidiano di ciascuno ha subito – aggiunge -. Pero’ e’ gia’ tempo di cominciare a prepararsi, fortunatamente, ad una nuova fase, ad una cauta ripresa di contatto con le dimensioni sociali, ad una lenta fuoriuscita dalla condizione deprivata che ha caratterizzato questi mesi – ancora Lo Piccolo -. Ed e’ facile presumere che non sara’ semplice. A parte la fatica fisiologica di un nuovo processo di adattamento, dovremo fare i conti con una molteplicita’ di emozioni contrastanti, presumibilmente.

Da una parte il sollievo, dall’altra l’ansia e la preoccupazione. Niente ci potra’ dire a breve che il pericolo contagio sia scampato, ed anche le modalita’ imposte sul distanziamento sociale, che proseguiranno, saranno li’ a ricordarlo”. Secondo il componente del Consiglio dell’Ordine degli psicologi di Sicilia “nello stesso tempo, il lento riprendere una parvenza di normalita’ avra’ certamente un effetto benefico. La condizione di deprivazione vissuta lascia delle scorie, inevitabilmente – ancora Lo Piccolo -. E sara’ utile darsi un tempo per smaltirle, senza avere troppe aspettative e, meno ancora, troppa urgenza. La gestione del tempo soggettivo e il rispetto dello stesso e’ l’elemento fondamentale per una piu’ semplice transizione da un tempo sociale sospeso ad un altro. In soccorso potra’ certamente venire la capacita’ di ricominciare ad apprezzare le piccole cose riconquistate, che prima davamo per scontate. Fare una passeggiata al sole, ricominciare ad uscire dagli schermi, riappropriarsi delle sensazioni corporee in un senso piu’ pieno. Come quando si comincia a venire fuori da una fase convalescente, in un misto di fragilita’, timore e speranza”. (Sac/Dire)