Dal commercio al dettaglio agli ambulanti, dai parrucchieri ed estetisti, fino al comparto moda, turismo ed eventi e mobili. Sono molti i settori che si sentono ‘esclusi’ e non considerati nelle misure messe in campo dal governo per contrastare l’emorragia economica causata dalla pandemia di coronavirus. Settori che lanciano un grido di allarme: il prolungamento del lockdown e i mancati aiuti potranno portare al collasso di migliaia di piccole e medie imprese. Per questo piu’ di una categoria chiede incontri immediati con il governo.
COMMERCIO AL DETTAGLIO – Confesercenti: l’ennesimo prolungamento del lockdown costera’ altri 10 miliardi di fatturato alle imprese. Si tratta di una doccia gelata ed una fortissima delusione per moltissime attivita’ che si stavano gia’ preparando a implementare al dettaglio tutti i protocolli di sicurezza per riprendere gradualmente il lavoro. E che, in molti casi, ancora aspettano di fruire delle misure di sostegno di marzo, dal bonus all’accesso al credito agevolato. – Confcommercio: “Ogni giorno di chiusura in piu’ produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro”, denuncia il presidente Carlo Sangalli. “Chiediamo al Presidente Conte un incontro urgente, anzi urgentissimo per discutere di due punti: riaprire prima e in sicurezza; mettere in campo indennizzi e contributi a fondo perduto a favore delle imprese”.
MODA, 35.000 PERSONE A RISCHIO E CALO CONSUMI DI 15 MILIARDI – Federazione Moda Italia-Confcommercio: “Sembra la cronaca di una morte annunciata. Abbiamo bisogno di ripartire il prima possibile per far fronte alle necessita’ di cassa di un settore che vive sulla stagionalita’. Questo ulteriore slittamento creera’ un danno irreparabile: un prevedibile calo di consumi per il 2020 di oltre 15 miliardi di euro che portera’ almeno 17 mila punti vendita ad arrendersi, con una perdita di occupazione di oltre 35 mila persone”, afferma il presidente Renato Borghi.
ESTETISTI E PARRUCCHIERI, ESTENSIONE CHIUSURA CONDANNA A MORTE – Cna: l’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attivita’ a giugno, e’ intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti. La disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura. Fiva-Confcommercio: la chiusura della quasi totalita’ delle attivita’ di commercio su aree pubbliche in conseguenza dell’emergenza coronavirus – 176.000 imprese con circa 400.000 tra titolari, dipendenti e collaboratori su un totale di 183.000 – comportera’ per il settore, se non si riapre entro luglio, una perdita di oltre 10 miliardi di euro con il rischio che un terzo delle sue imprese chiuda definitivamente (circa 60.000). – Anva: non sono state comunicate date di riapertura, ne’ certe ne’ probabili. A quanto pare la categoria non e’ degna di attenzione. Ogni giorno di inattivita’ fa sparire 27 milioni di euro di fatturato.
TURISMO, FIERE ED EVENTI: A RISCHIO 570.000 LAVORATORI – Event Industry (Admei, Aiic Italia, Alleanza delle Cooperative Italiane, Anbc, Club degli Eventi e della Live Communication, Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventi, Icca, Mpi Italia Chapter, Site Italy): senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilita’ nel mondo e mette a rischio un settore che occupa 570 mila lavoratori. E’ il grido d’allarme di agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, per chiedere proposte concrete e immediate per il comparto che si stima abbia gia’ perso, solo nel primo mese, oltre due miliardi di euro e in media il 50% del fatturato da inizio pandemia, calcolando che oltre il 30% degli eventi in programma nel 2020 e’ stato cancellato.
ASSOEVENTI: l’incertezza e’ il peggior nemico di chi fa impresa. L’ultimo Dpcm non ha dipanato i dubbi sulla ripresa delle attivita’ turistiche, anzi per certi versi li ha aumentati: chiediamo pertanto un tavolo di crisi urgente con i ministri dello Sviluppo economico Patuanelli e del Turismo Franceschini. Bisogna governare e programmare la ripresa se non vogliamo essere seppelliti dalla crisi economica. – Federturismo-Confindustria: confidiamo che il governo abbia chiara la gravita’ della situazione, ci aspettiamo quindi l’adozione di misure adeguate, altrimenti per il turismo sara’ un disastro. MOBILI – federmobili: “Inutile nascondere la delusione totale provata nell’ascoltare le parole del premier ieri sera. Non vogliamo mettere in secondo piano la salute della popolazione Italiana, ma non possiamo neppure accettare che venga messa in secondo o terzo piano l’attivita’ economica del Paese”, dice il Presidente Federmobili Mauro Mamoli. (AGI)
