“Il rischio che l’emergenza Covid-19 possa trasformarsi nella chiave che apre le porte dei boss mafiosi detenuti al 41 bis costituisce un grave affronto alla memoria di tutte le vittime della mafia e degli otto giornalisti uccisi per mano mafiosa in Sicilia, il cui sacrificio sull’altare della democrazia, senza scomodare alcuna retorica, rischia oggi di essere vanificato”. Lo sostiene in una nota l’Unci Sicilia, gruppo di specializzazione della Fnsi-Assostampa, che, nel giorno della Memoria, ricorda i nomi degli otto colleghi uccisi in Sicilia dalla mafia “soltanto per avere esercitato bene il loro mestiere, garantendo il diritto dell’opinione pubblica ad essere compiutamente informata: Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno e Giuseppe Alfano”. “L’appuntamento con la Giornata della Memoria – spiega Leone Zingales, presidente dell’Unci Sicilia – e’ soltanto rinviato. Ci ritroveremo assieme ai familiari delle vittime quando le condizioni lo consentiranno e tutto questo sara’ finito. Ci ritroveremo a Termini Imerese (Pa) luogo di nascita del cronista Cosimo Cristina, ucciso dalla mafia nel 1960”.(ANSA)

