Coronavirus, Musumeci: ok ritorno in Sicilia per i familiari (VIDEO)

“Siamo alla fase 2 e bisogna allargare la maglia, ne siamo consapevoli. Abbiamo chiesto al Mit di portare i voli da 2 a 4, sperando che Alitalia non si abbandoni a speculazioni, mi risulta che negli ultimi giorni il costo dei voli e’ inaccessibile e inaccettabile”. A dirlo in un video su Facebook il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “Manteniamo la corsa del treno da Roma a Messina, per lo Stretto chiediamo ora da 5 a 8 corse – aggiunge -. Man mano che il tempo scorre valuteremo il dato epidemiologico e chiederemo l’aumento di volta in volta dell numero dei voli e del numero delle corse sullo Stretto”. Musumeci sottolinea che “un blocco totale non c’e’ mai stato” perche’ “l’ingresso e’ sempre stato consentito a forze dell’ordine, militari, sanitari, o per gravi motivi. Adesso allarghiamo un po’ e possono tornare anche coloro che si possono ricongiungere alle proprie famiglie: per farlo, e’ necessaria la verifica al momento dello sbarco e la quarantena. Nessuno deve pensare che la partita sia chiusa, che la fase 2 sia tutti liberi”.

Musumeci evidenzia che “Lombardia, Veneto e Piemonte assieme totalizzano 60mila positivi. La Sicilia, pur essendo una regione popolosa, ne ha 2.200. Vorremmo che questo dato possa scendere man mano che passano i giorni, guai a dover registrare un’impennata. Quindi rientri si’, ma con prudenza e a patto che ognuno abbia le responsabilita’ delle proprie azioni”. Il governatore ribadisce che “vorremmo aprire altre attivita’, penso ai parrucchieri, ma non dipende da noi. Abbiamo chiesto l’apertura delle botteghe, ma da Roma ci dicono che ancora e’ presto. Stiamo pressando per ricominciare il 18 maggio con un ulteriore provvedimento”. E conclude: “Abbiamo ricevuto centinaia e centinaia di richieste dai ragazzi soprattutto che vogliono tornare in Sicilia: io sono padre e nonno, capisco benissimo le mozioni d’affetto, ma e’ difficile fare questo lavoro con un punto d’equilibrio, per coniugare le esigenze affettive da una parte e dall’altra le esigenze di cautela. Vogliamo evitare che si torni in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus, come successo a centinaia di asintomatici rientrati a marzo”. (ITALPRESS)