Sicilia, sindacati a Regione: servono regole smart working

Regolare lo smart working per i dipendenti della Regione siciliana. E’ la richiesta avanzato al governo Musumeci da Uil-Fpl, Cobas/Codir, Sadirs e Ugl-Fna. “Con lo stravolgimento organizzativo imposto dallo stato emergenziale – scrivono i sindacati dei regionali – si e’ proceduto ‘sotto pressione’ all’avvio del lavoro agile (e anche del telelavoro) in buona parte della pubblica amministrazione regionale e degli enti, con il coinvolgimento diretto di una media del 60% circa del personale (circa 8.000 lavoratori) con risultati spesso inaspettati, ma con criticita’ che vanno affrontate e risolte al piu’ presto, anche in considerazione che tale modello organizzativo, per il futuro, assumera’ un aspetto non piu’ secondario”. Per i sindacati “mentre a livello nazionale molte amministrazioni pubbliche gia’ da tempo erano state coinvolte nella prima fase sperimentale del lavoro agile e si sta avviando un dibattito sul tema, in questa fase nella Regione si dovrebbe procedere celermente alla stipula di accordo integrativo ai vigenti contratti del comparto e della dirigenza che coinvolga trasversalmente in un unico atto anche tutti i lavoratori a qualsiasi titolo in servizio presso gli uffici della Regione e degli enti sottoposti a controllo e vigilanza”.

“Il contratto dei lavoratori bancari, pionieri di questa tipologia di organizzazione del lavoro – scrivono i sindacati – puo’ essere un modello da cui trarre alcuni spunti”. “In particolare – sostengono i sindacati – il governo regionale dovrebbe dare una svolta organizzativa procedendo, immediatamente, ad almeno tre misure: realizzazione una piattaforma web unica, documentale e di condivisione di tutti contenuti; attuazione immediata degli ‘obiettivi strategici’ del governo regionale contenuti nella direttiva di indirizzo della programmazione strategica per l’attivita’ ammnistrativa; emanazione di apposita direttiva all’Aran Sicilia per procedere a un apposito percorso contrattuale con la discussione e regolamentazione di alcune questioni fondamentali che riguardano tutti i lavoratori a qualsiasi titolo in servizio presso la Regione e gli enti collegati: fornitura di hardware, software, allestimento della postazione per lo svolgimento delle funzioni o erogazione in alternativa di adeguata indennita’ sostitutiva, riconoscimento forfettario del costo delle utenze elettriche e del traffico dati, buono pasto in caso di giornata lunga, regolamentazione del diritto alla disconnessione, non incidendo sulla flessibilita’ dell’orario di lavoro legato al raggiungimento degli obiettivi. “Il lavoro agile, infatti – avvertono i sindacati – non puo’ essere considerato lavoro h24”. (ANSA).