Coronavirus, 274 nuovi morti in Italia ma malati sotto quota 90mila

Altri dati in chiaroscuro che scattano la fotografia di un’Italia ancora in lotta con il coronavirus, anche se la pressione degli ospedali è diminuita. Torna a scendere, innanzitutto, il numero dei morti per il Covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati 274 contro i 369 di ieri per un totale di 29.958 dall’inizio della pandemia. E sono 1.904 in meno gli attualmente positivi tanto che i malati sono ormai meno di 90mila (89.624) laddove cresce il numero dei guariti, 3.301 in un giorno, arrivati a quota 96.276. D’altronde, ancora quasi la metà dei nuovi casi totali di coronavirus lungo lo Stivale si segnala in Lombardia (+720) a fronte di un dato nazionale che segna 1.401 contagiati di giornata in più. È quanto emerge dal bollettino della Protezione civile, secondo cui la crescita a tre cifre si registra anche in Piemonte e in Emilia-Romagna, con rispettivamente 196 e 108 malati in più in 24 ore. Ma non mancano i dati positivi, perché altre 22 persone sono uscite dalle terapie intensive in Italia (1.311) e i ricoverati con sintomi sono in totale 15.174, 595 in meno rispetto a ieri.La lotta al Covid-19 prosegue in concomitanza con l’aumento dei test.

“Si fanno circa 70.000 tamponi al giorno, numero che crescerà nelle prossime settimane ma inizialmente era molto più limitato”, segnala il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in audizione in commissione Affari sociali alla Camera. “A oggi – è il suo mantra – sul piano diagnostico i tamponi sono l’unico strumento per individuare l’Rna virale. Di test sierologici ce ne sono oltre 100 sul mercato” e “non sono stati raccomandati dal ministero, perché non danno patenti di immunità”. A detta del numero uno dell’Iss, “il virus si diffonde nella stessa maniera in cui si diffondeva all’inizio” e “ogni caso positivo ne può generare due o tre alla volta”.D’altro canto, per il capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, in commmissione Affari costituzionali a Montecitorio, “da quello che dicono gli esperti, i decessi sono l’ultimo dato ad avere una diminuzione. Quindi, ancora adesso il numero è basso ma importante. Ci auguriamo che presto possa scendere”. E, in ogni caso, “sulla fase 2 c’è un attento monitoraggio. È anche prevista la possibilità di inasprire misure di contenimento in relazione a fenomeni che dovessero rimarcare una ripartenza della diffusione del virus”. Eppure, la speranza – espressa anche da Borrelli – è che non si debba tornare indietro, dopo due mesi di lockdown. (LaPresse)