Giustizia: corto circuito siciliano, ripresa in ordine sparso

Ripartenza in ordine sparso per la giustizia siciliana, ai tempi di Coronavirus: la facolta’, accordata dal governo a ciascun presidente di tribunale, di riavviare, da oggi e fino al 31 luglio, le attivita’ giudiziarie secondo le diverse situazioni locali, ha creato corti circuiti anche a distanza di pochi chilometri. A Palermo, ad esempio, nel penale il lockdown finisce formalmente oggi; a trenta chilometri di distanza, a Termini Imerese (Palermo) la chiusura – a parte qualche eccezione – e’ stata allungata fino alla fine di luglio e si tornera’ a celebrare alcuni processi solo dal primo giugno. Stesso stop ad Agrigento, ma non in un altro tribunale come Sciacca (Agrigento), 60 chilometri dal capoluogo della provincia. A Marsala invece da oggi si riapre parzialmente; a Trapani, 30 chilometri piu’ in la’, molto di meno e si punta a smaltire l’arretrato.Insomma, di fatto, ognuno fa come ritiene, dopo aver sentito la Regione, l’autorita’ sanitaria e il proprio Ordine degli avvocati. La Sicilia di certo non e’ tra le regioni piu’ colpite dalla pandemia, ne’ ha situazioni cosi’ differenti, dal punto di vista epidemiologico.

Le cause di separazione di coppie che non hanno figli minori e che non devono regolare questioni economiche da oggi sono riammesse a Palermo solo se sono consensuali; a Marsala si potra’ ricorrere a questo sistema se gli ex marito e moglie rinuncino a comparire e dichiarino per iscritto di non volersi riconciliare. A Catania le separazioni riprenderanno il 2 settembre, a Termini Imerese l’1 giugno, ma a condizione che il ritardo crei “grave pregiudizio”. Pure Agrigento ricomincera’ dal mese prossimo, ammettendo anche le separazioni giudiziali, quelle cioe’ in cui non ci sia accordo tra le parti. Nella vicina Sciacca sara’ tutto telematico, col presidente Antonio Tricoli che celebrera’ le udienze fra gli ex coniugi tenuti a distanza, in videoconferenza.

Nel penale tornano (ma non dovunque) patteggiamenti e processi col rito abbreviato, purche’ non ci sia la necessita’ di sentire testimoni, che dovrebbero presentarsi in Tribunale, col rischio di creare assembramenti. A Termini dall’1 giugno si terranno solo una serie di processi indicati espressamente, ad Agrigento dal primo giugno via ai processi “ultratriennali che non richiedano l’assunzione di complesse prove orali”, a Trapani questo termine viene specificato: si faranno i processi iscritti prima del 31 luglio 2017. Mentre a Catania si terranno con precedenza i processi con parti civili costituite, se si prescrivono entro il 31 marzo 2021 e a Palermo e’ sufficiente che ci siano le parti civili, che non bastano invece a Marsala, dove il reato dev’essere pure punito con pena che supera i 5 anni. (AGI)