Coronavirus, Regioni aprono luna park ma ”dimenticano” sale giochi e scommesse

Serrande alzate in tutta Italia per negozi, bar e ristoranti, ma anche per mercatini e parchi divertimenti, mentre sale giochi, scommesse e bingo restano al palo fino al 14 giugno. In alcuni territori, come in Abruzzo, riferisce Agipronews, sale la protesta dei gestori, e in altre Regioni, come in Veneto, si apre uno spiraglio per una riapertura anticipata, ma la maggior parte dei Governatori ‘dimentica’ le sale scommesse: molte ordinanze regionali che definiscono la cornice delle riaperture a partire dal 18 maggio non fanno alcun accenno alla ripartenza di un settore fermo dallo scorso 8 marzo, che conta circa 8mila agenzie e 20mila occupati e che è pronto a rispettare le misure di sicurezza e di distanziamento sociale previste per le altre attività commerciali. Nel frattempo, in Emilia-Romagna, ad esempio, dal 25 maggio è consentita l’attività dei luna park, “nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento”.

Il Lazio, prosegue Agipronews, apre centri commerciali e outlet, in Toscana via libera anche ai mercatini dell’antiquariato, con i Comuni che “dovranno prevedere idonee misure logistiche, organizzative e di presidio per garantire accessi scaglionati”. In Puglia riaprono campeggi e zoo, nelle Marche via libera ai villaggi turistici e agli ostelli in Umbria riparte l’attività delle scuole guida e, “dal 20 maggio 2020 potranno essere realizzati corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche”. In tutte queste Regioni, nessun accenno alla data di riapertura dei punti scommesse, come pure in Campania o in Sicilia, dove l’ordinanza del Governatore Musumeci autorizza «tutte le attività propedeutiche all’apertura degli stabilimenti balneari» e apre alla possibilità di affittare “le cabine a più persone anche non appartenenti allo stesso nucleo familiare, purché sia garantito il rispetto delle norme di igiene”.

Balneazione consentita anche in Friuli – dove il Governatore Fedriga apre alle “attività di produzione dei teatri”, ma non alle sale scommesse. Anche in Liguria, punti gioco ‘dimenticati’ dall’ordinanza di Toti, ma è prevista la riapertura di spiagge libere e attrezzate, che sarà oggetto di singole ordinanze dei sindaci. In Sardegna, riporta Agipronews, è consentita la somministrazione di alimenti e bevande con “l’asporto e il consumo sul posto (come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie”, come pure in Molise, ma entrambe le Regioni non fanno riferimento a un eventuale riapertura delle sale scommesse. Stesso discorso anche per la Valle d’Aosta, che riapre ai corsi e alle attività delle guide alpine, e per il Trentino Alto Adige, che ha già riaperto parrucchieri e centri estetici una settimana fa. (LaPresse)