Covid, titolari di ristoranti e pub dell’Agrigentino sul nuovo Dpcm: ”Per noi tanti disagi”

Non piacciano molto le nuove regole sulla ristorazione previste dal nuovo Dpcm, ma gli operatori dell’Agrigentino sono pronti a rispettarle per contenere i contagi e soprattutto per evitare un nuovo lockdown. Le nuove norme prevedono che bar, pub e ristoranti possono aprire dalle 5 alle 24 con consumo al tavolo oppure devono chiudere alle 18. Previsto il limite di 6 commensali per tavolo e l’obbligo di indicare la capienza massima del locale all’ingresso.

“Sostanzialmente – dice al Giornale di Sicilia Simona Vella, una delle titolari del wine bar Dacanto di Agrigento – con il nuovo Dpcm non ci cambia tantissimo, perché quella della chiusura a mezzanotte e della somministrazione delle bevande alcoliche ai tavoli è una linea che già seguivamo. Però chiaramente tutta questa azione che si sta facendo, noi riteniamo a ragione per prevenire il rischio contagi, sta influendo molto nella nostra attività già messa a dura prova dal lockdown, perché si è creato un clima di tensione che ha fatto abbassare significativamente le presenze. Anche perché il nostro è un wine bar e la gente viene o per l’aperitivo o per il dopocena, ma avendo dei tempi così ristretti è chiaro che va direttamente a mangiare al ristorante e dopo cena, avendo così poco tempo a disposizione, non viene a sedersi. Per questo la nostra attività ne sta risentendo molto”.

Così Nino Bentivegna, titolare dell’Hostaria del Vicolo di Sciacca: “Credo che sia giusto rispettare le regole: mascherina, distanza e limite massimo di sei persone. Il mio ristorante aveva la capienza di 35 posti e oggi è di 18 posti. Disinfettiamo continuamente il menù ogni volta che viene usato, disinfettiamo sedie ogni volta che la persona si alza, ci disinfettiamo le mani ogni qualvolta tocchiamo un piatto o un bicchiere. Devi essere attento e rispettoso, è l’unica arma che abbiamo per combattere questo Covid-19”.

“Secondo me con le nuove misure non si vedrà nessun calo della curva dei contagi”, ha detto Giuseppe Vitello, titolare del ristorante e gelateria Lustru di Luna di Siculiana Marina. “Dei turisti – ha aggiunto – arrivano con un pulmino di nove posti e poi io devo farli sedere divisi, tutto questo non ha senso logico. Se tu prendi un cono gelato nel mio locale e ti appoggi al muretto rimanendo in piedi e sono le 18:30, io sono nel torto? Ma cosa posso fare se un cliente si prende una consumazione e non si vuole sedere? Non posso obbligarlo a sedersi, oppure si deve allontanare”.

“E’ un Dpcm severo per i bar che comunque va rispettato in considerazione dell’emergenza sanitaria e della necessità di contenere i contagi”, dice Nino Spataro del Bar Olimpia di Cattolica Eraclea. “Fortunatamente – aggiunge – il nostro locale dà ai clienti la possibilità di consumo al tavolo e quindi possiamo evitare la chiusura alle ore 18 e resteremo aperti fino alle 24 rispettando tutte le regole previste. L’auspicio è che questa situazione possa risolversi al più presto perché non possiamo permetterci un nuovo lockdown”.

“Intanto – ha detto Massimo Ingraudo, titolare del ristorante Bistrot 01/93di Ribera – è un bene che il governo con questo nuovo Dpcm ci dà la possibilità di stare aperti fino a mezzanotte e non fino alle 22 come inizialmente era stato ipotizzato. Ci dobbiamo organizzare ma il limite dei sei persone a tavolo ci creerà disagi. Per fortuna abbiamo un locale grande e ci siamo già organizzati per il distanziamento e con sei punti di sanificazione. Già in queste settimane ci siamo impegnati a rispettare tutte le norme anti contagio e tanta gente viene da noi anche perché sa di poter mangiare in sicurezza. Anche adesso quindi ci adegueremo nonostante i disagi”.