Agroalimentare, biologico made in Italy vola in Usa ma rischio falso per 43%

Il 43% degli statunitensi rischia di imbattersi in falsi prodotti biologici made in Italy. Negli ultimi 12 mesi, infatti, il 24% ha acquistato occasionalmente alimenti bio di origine italiani, ma solo il 57% controlla effettivamente in etichetta le informazioni relative alla provenienza degli ingredienti e al luogo di produzione. E’ quanto emerge da un’analisi Nomisma sull’export Bio sugli Stati Uniti, al terzo posto nella top 10 dei mercati con le maggiori prospettive di crescita. Basti pensare che l’89% delle famiglie ha consumato un prodotto alimentare o una bevanda a marchio bio nel 2020, contro l’82% del 2016. Statunitensi quindi molto interessati a mangiare bio ma ancor di piu’ quando i prodotti provengono dall’Italia. Secondo l’analisi, infatti, e’ al primo posto nella top 5 per l’origine di qualita’ a detta del 26% dei consumatori, dove 8 su 10 sono disposte a pagare un prezzo piu’ alto per avere la garanzia del Made in Italy; e questo nello specifico riguarda soprattutto vino, olio extra-vergine e pasta per i quali l’origine italiana e’ piu’ importante. In prospettiva, secondo Nomisma, il 65% dei consumatori e’ attratto dal binomio bio-Made in Italy a patto che i prodotti siano disponibili presso i canali di vendita. Il 66% infatti, non li ha mai provati perche’ non li trova, mentre il 21% non ne conosce le caratteristiche distintive. Dati che la dicono lunga su come la reperibilita’ e la corretta informazione rappresentino le leve essenziali per accrescere il consumo tricolore in questo mercato. (ANSA)