Montallegro dopo la sfiducia al sindaco: Iatì alla guida del comune in attesa del commissario

E’ stata approvata all’unanimità la mozione di sfiducia del sindaco Caterina Scalia. A presentare la mozione contro il primo cittadino, che aveva prima annunciato e poi ritirato le dimissioni, sono stati i tre consiglieri di opposizione Giovanni Cirillo, Delia Todaro, Giovanni Angelo Panarisi e un consigliere che ha abbandonato la maggioranza: Vito Gioacchino Scalia. A votarla favorevolmente lunedì sera, dopo un lungo dibattito in aula trasmesso in diretta streaming su facebook, sono stati dieci consiglieri comunali su dieci. Con il sindaco va a casa anche il consiglio comunale. “Ho amministrato per la gente e non per interessi personali, vi chiedo scusa se ho sbagliato ad amministrare”, ha detto in aula, poco prima dell’apertura della votazione da parte del presidente del consiglio Giuseppe Iacono, l’ormai ex sindaco che ha difeso il suo operato amministrativo e ha sostenuto di essere stata “lasciata sola” dagli alleati.

La deliberazione del consiglio è immediatamente esecutiva, adesso l’ordinaria amministrazione sarà garantita dal vice sindaco Salvatore Iatì che, nominato qualche giorno fa al posto del dimissionario Francesco Schembri Volpe, attenderà la nomina del commissario ad acta che sarà nominato dall’assessorato regionale delle Autonomi locali. Iatì sì è già insediato oggi, ha indossato la fascia tricolore e ha postato una storia su facebook. Durante la seduta consiliare sono intervenuti il capogruppo dell’opposizione Giovanni Cirillo, il sindaco, il consigliere Vito Gioacchino Scalia e le consigliere Rosa Iatì, Giuseppina Scalia, Graziella Caro, Delia Todaro spiegando le ragioni che li hanno portati a votare la mozione.

Ecco le “motivazioni di carattere politico” che hanno portato alla sfiducia: “Da mesi non ci si trova più in presenza né della maggioranza, che attraverso l’apparentamento delle liste e il voto ai rispettivi consiglieri eletti ha costituito il quorum necessario all’elezione del sindaco, né di fronte ad altra maggioranza politica alternativa che possa supportare l’azione amministrativa. E’ dunque venuta meno la possibilità di proseguire il mandato amministrativo e di potere attuare il programma condiviso dalle liste di sostegno al sindaco e presentato agli elettori”.

Tra le “motivazioni di carattere amministrativo” alla base della mozione di sfiducia “i continui dissidi politici e le diversità di vedute interne alla maggioranza” che “hanno influenzato enormemente anche l’azione amministrativa, che in questi anni di mandato è stata assolutamente discontinua e caratterizzata da periodo di vuoto estremamente dannosi per il paese. Basti analizzare in merito la mancata partecipazione del comune di Montallegro a bandi e opportunità europee, regionali e nazionali per il finanziamento di opere e servizi pubblici e l’ottenimento di agevolazioni e sgravi economici di vitale importanza per l’economia della città”. Tra le “motivazioni di carattere giuridico”, invece, “l’omessa presentazione della relazione annuale sullo stato d’attuazione del programma elettorale; i ritardi, rispetto ai termini di legge, nella trasmissione al consiglio degli strumenti finanziari fondamentali; la mancanza di informative al consiglio sui temi di maggiore rilievo per la città”.