Migranti: hotspot Pozzallo, personale annuncia sit-in protesta

Indietro con il pagamento delle spettanze per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, l’utilizzo della cosiddetta clausola sociale non come da accordi, una situazione occupazionale che preoccupa. Per queste ragioni, lunedi’ si terra’ il sit in di protesta dei lavoratori dell’hotspot di Pozzallo. Lo hanno annunciato congiuntamente i rappresentanti sindacali, Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che sottolineano come la protesta sia stata promossa per il perpetrarsi del ritardo dei pagamenti delle retribuzioni alle stesse maestranze, una problematica che ormai perdura da diverse settimane. “Una situazione complessa – sottolineano i sindacalisti Salvatore Tavolino (Fp Cgil), Salvatore Scannavino (Fisascat Cisl) e Anna Floridia (Uiltucs Uil) – che sta mettendo a rischio la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori a cui la cooperativa sociale Badia Grande, che gestisce il servizio di gestione dell’hot spot, ha dato poche risposte certamente in contrasto con le norme di legge di contratto”.

Cosa sta accadendo nel cento, punto di riferimento per le gestione del flusso dei migranti che arrivano in Sicilia? “Stamattina, dopo che avevamo inviato la nota che annunciava il sit in di protesta, la cooperativa che gestisce anche l’hot spot di Pozzallo, ha pagato i mesi di ottobre e novembre anche se i lavoratori lamentano comunque il fatto che le spettanze siano incomplete – dice Salvatore Scannavino, Fisascat Cisl – ma resta urgente il fatto che siamo preoccupati per la continuita’ operativa”. Nel passaggio tra la vecchia gestione e la nuova cooperativa, che e’ avvenuto circa due anni fa, erano state fatte valere le cosiddette clausole sociali, ovvero gran parte dei lavoratori della vecchia cooperativa era passata a quella nuova, ma la situazione si e’ ingarbugliata. “La Prefettura, che e’ stata sempre attenta alle problematiche dell’hotspot, e vicina ai lavoratori, aveva affidato alla nuova cooperativa anche la gestione del secondo centro, ‘aperto’ in emergenza, il centro Don Pietro al confine tra i comuni di Comiso e Ragusa.

Il punto e’ che pur essendo la stessa gestione – conclude Scannavino -, la cooperativa ha spesso teso a lasciare a casa i lavoratori dell’hot spot di Pozzallo che al momento non ha migranti ospiti, facendo arrivare altri operatori anche da Messina, da fuori provincia quando Don Pietro ospitava migranti. E questo preoccupa i lavoratori e noi”. Al momento sia l’hotspot di Pozzallo sia il centro Don Pietro sono vuoti. Sono stati programmati e in parte effettuati dei lavori di manutenzione in entrambi i centri. Anche la situazione della cooperativa Badia Grande non sarebbe florida; la chiusura di uno dei centri gestiti, quello di Messina ad esempio, avrebbe segnato degli esuberi di personale. Nella gestione dei centri del Ragusano sono impegnati una ventina di lavoratori, i rappresentanti sindacali hanno chiesto alla Prefettura, dopo avere dato comunicazione della protesta, di potere incontrare il Prefetto in delegazione ristretta dei manifestanti. (AGI)