Agguato in Congo, polemica sulla scorta. Farnesina: ”Fu rafforzata”

E’ polemica sulla mancanza di un’adeguata tutela per l’ambasciatore Luca Attanasio ed il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi lunedi’ scorso in un agguato nella foresta del Virunga insieme all’autista congolese del convoglio del Pam. Fratelli d’Italia chiede alla Farnesina perche’ non fosse stata rafforzata la scorta come chiesto dal diplomatico, mentre la Lega auspica un’innalzamento della sicurezza “di chi lavora per la pace in aree di crisi”. Dal ministero degli Esteri la precisazione arriva con una lunga nota: “la scorta venne rafforzata quando l’ambasciatore lo richiese”. Intanto, all’abbazia di Fossanova, in provincia di Latina, si sono svolti oggi i funerali di Iacovacci, mentre a Limbiate (Monza) in centinaia hanno reso omaggio ad Attanasio nella camera ardente allestita al Comune. Sempre forte il dolore della vedova Zakia Seffiki, preoccupata per le sue tre bimbe: “non so come faranno senza il loro papa’”, ha detto.

Secondo quanto riportato oggi dalla Stampa, l’ambasciatore nel 2018 aveva inviato una lettera alla Farnesina per chiedere formalmente che la scorta di due carabinieri, di cui disponeva a Kinshasa, venisse raddoppiata. Ma il ministero non avrebbe accolto la richiesta. “Se la notizia fosse confermata – attacca la leader di FdI, Giorgia Meloni – saremmo di fronte ad un fatto molto grave per le nostre Istituzioni. Serve fare subito chiarezza”. Il rafforzamento della scorta, chiarisce la Farnesina, venne chiesto dall’ambasciatore Attanasio “nel novembre 2018 in ragione dell’imminenza delle elezioni presidenziali e nazionali, previste per il 30 dicembre dello stesso anno, che si svolgevano in un clima di grandi tensioni politiche e sociali. Tale rafforzamento fu effettivamente disposto per il periodo richiesto”. Per quanto riguarda invece l’agguato di lunedi’, il ministero sottolinea che le misure di sicurezza “ricadevano nella responsabilita’ del Programma Alimentare Mondiale (Pam), che aveva organizzato la missione nella regione di Goma e che aveva indicato che il percorso ‘era stato autorizzato senza scorta armata’”. Concetto ribadito dal sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, secondo cui “la missione cui partecipava Attanasio era organizzata dall’Onu” ed e’ “evidente che la sicurezza e’ stata gestita male”, ma “se anche l’ambasciatore avesse avuto assegnata una scorta piu’ numerosa e un’auto blindata, tutto cio’ sarebbe rimasto a Kinshasa perche’ Attanasio non era in viaggio per l’attivita’ diplomatica italiana ma per l’Onu”.

Per fare luce su quanto accaduto in Congo la procura di Roma ha aperto un’inchiesta, cosi’ come le autorita’ locali e, su richiesta italiana, l’Onu (e cioe’ il Dipartimento per la Sicurezza, il Pam e la missione Monusco): le Nazioni unite hanno chiarito che la loro indagine si concludera’ il 9 marzo. Il ministero degli Esteri, dal canto suo, ha chiesto la “piena cooperazione” delle autorita’ di Kinshasa e sta supportando gli organi inquirenti italiani, anche con l’imminente invio in Congo di un funzionario diplomatico. Sta di fatto che la dinamica e’ ancora incerta. Un personaggio chiave e’ Rocco Leone, vicedirettore del Pam, rimasto illeso nell’agguato e tuttora a Goma proprio per collaborare con chi indaga: “Non posso entrare nei dettagli dell’attacco” ma siamo “pronti a dare tutte le informazioni” e “stiamo lavorando con tutti gli inquirenti” in modo che “chi ha perpetrato questo crimine sia assicurato alla giustizia”, ha dichiarato. “L’esperienza che abbiamo vissuto lunedi’ – ha aggiunto – e’ stata tragica e traumatica e non riesco a esprimere la profondita’ della tristezza che provo per le vite perse”.

Un responsabile del Pam per la comunicazione e’ poi tornato sulla questione della sicurezza: “La nostra valutazione e’ stata che la strada fosse ‘verde’, sicura, e che non fosse necessaria una scorta armata o un veicolo blindato”, ha affermato Greg Barrow. “Se ci fosse stato qualche dubbio avremmo preso altre misure. I protocolli sono stati seguiti”. Il sindaco di Limbiate, Domenico Romeo, riferisce che “qui Attanasio non ha mai espresso alcuna preoccupazione e tantomeno ha mai accennato a qualche timore e credo che la dimostrazione migliore sia che da padre affettuoso qual era, se mai avesse avuto il dubbio di un pericolo, mai avrebbe tenuto in quel posto le sue tre bambine”. Il presidente della moschea Marian di Milano, Maher Mohamed Kabakebbji, in visita alla camera ardente a Limbiate, ha spiegato che la preghiera del venerdi’ della comunita’ islamica e’ stata dedicata all’ambasciatore. Domani al campo sportivo i funerali, mentre quelli di Iacovacci si sono svolti nel pomeriggio. In prima fila la fidanzata Domenica Benedetto: “Ci lasci da eroe”, ha detto tra le lacrime. (ANSA).