“Ho conosciuto Antonello Montante negli anni ’80. Lo vidi alcune volte e credo di averci parlato forse 3 minuti. Per anni poi non ci siamo piu’ visti fino al 2005 quando ricoprivo il ruolo di consigliere comunale”. E’ iniziata con queste parole la deposizione di Alfonso Cicero, nell’ambito del processo sul cosiddetto “sistema Montante” che si celebra, con il rito ordinario, nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta nei confronti di 17 imputati. Cicero, ex presidente dell’Irsap Sicilia, parte offesa e parte civile, e’ il teste chiave dell’inchiesta “Double Face”. “Credo – ha riferito Cicero – che quello fosse il periodo in cui era iniziata la cosiddetta stagione della legalita’. Appartenevo all’Udc e ricoprivo ruoli istituzionali in enti della Regione Siciliana”. Il teste ha poi aggiunto che una volta si incontrarono per puro caso e Montante lo fermo’ dicendogli che seguiva le sue iniziative politiche e che gli avrebbe fatto piacere confrontarsi con lui su varie tematiche riguardanti il territorio. “La nostra conoscenza – ha sottolineato Cicero – con il passare del tempo divenne amicizia. Credo anche di avergli manifestato solidarieta’ in alcune occasioni in cui riceveva minacce. Parlo degli anni tra il 2005 e il 2009”. (AGI)
