Armata di zappa, spranga di ferro e coltello, insieme al marito e al figlio, ando’ a vendicare l’ultimo dei tanti affronti subiti: la rottura dello specchietto dell’auto. Per l’unica donna imputata nello stralcio del dibattimento e’ stata adesso confermata la condanna a 22 anni. I giudici della Corte di assise di appello di Palermo non hanno modificato il verdetto, emesso il 26 giugno dell’anno scorso dalla Corte di assise di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, che ha riconosciuto Anisoara Lupascu, 41 anni, colpevole dell’omicidio del bracciante 37enne Constantin Pinau. Delitto che sarebbe stato commesso insieme al marito Vasile Lupascu, 47 anni, e al loro figlio Vasile Vladut Lupascu, 22 anni, condannati a 30 anni nel troncone abbreviato. I giudici, come gia’ era accaduto per i due uomini coinvolti nella vicenda, hanno riqualificato da tentato omicidio a lesioni l’accusa in relazione all’aggressione ai danni della moglie di Constantin. Resta in piedi l’aggravante della premeditazione ma non quelle dei futili motivi e della minorata difesa. Sono state, inoltre, concesse le attenuanti generiche.
L’agguato, a colpi di zappa e spranga, consumato l’8 luglio del 2018, avvenne mentre Costantin, insieme alla moglie, rimasta ferita nel tentativo di difendere il marito, e al figlio stava rientrando a casa dopo un battesimo. L’omicidio, come accertato dai numerosi testimoni sentiti al processo, fu preceduto da continui litigi e aggressioni reciproche fino alla rottura di uno specchietto da parte di Pinau all’auto di Vasile Vladut Lupascu. “La donna non ha partecipato all’agguato – aveva sostenuto il difensore, l’avvocato Diego Giarratana -, e’ arrivata dopo perche’ le avevano detto che suo figlio era stato ucciso da Pinau”. L’imputata dovra’ pure risarcire la vedova e i figli di Constantin Pinau che si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Francesco Scopelliti, Giovanni Salvaggio e Giuseppe Riso. Decisa anche una provvisionale (anticipo del risarcimento, subito esecutivo) di 50.000 euro ciascuno. Risarcimento unico di 10.000 euro, invece, per un amico di Pinau che intervenne in difesa della coppia di amici, dopo la prima aggressione, e che sarebbe stato bastonato dalla donna, tornata indietro sul luogo dell’agguato, forse, per prendere il telefono che le era caduto. (AGI)

