Il giudice della terza sezione civile del tribunale di Palermo Monica Montante ha condannato l’ex presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta, a risarcire due ex componenti dell’ufficio stampa della amministrazione di Palazzo d’Orleans, da lui diffamati. Salvatore Wladimir Pantaleone e Stanislao Laudicina riceveranno 15 mila euro ciascuno per essere stati indicati dall’ex governatore del Megafono, alla guida di una coalizione di centro-sinistra, sostanzialmente come fannulloni e anche come persone che, assieme ai loro ex colleghi, avrebbero creato problemi al governo siciliano. Il magistrato ha ritenuto che tutto questo non rientrasse tra i pur amplissimi diritti di critica politica, riconosciuti al massimo esponente istituzionale siciliano.
La vicenda che ha visto la condanna di Crocetta rimonta alle durissime polemiche seguite all’immediato annuncio e alla successiva “liquidazione” dell’ufficio stampa della Regione Siciliana: sin dal momento del suo insediamento, a novembre 2012, Crocetta comincio’ a lamentare la presunta ridondanza del numero degli addetti stampa (21), sostenendo che si sarebbe scritto da solo i comunicati. Il 5 luglio 2013, sul quotidiano Globalist syndication, era apparso un articolo dal titolo “Crocetta: l’ufficio stampa della Sicilia snello e senza raccomandati”. E’ uno dei pezzi di cui Wladimir Pantaleone e Stanislao Laudicina, assistiti dagli avvocati Salvatore Ferrara e Giovanni Gruttad’Auria, si erano lamentati: a ragione, sostiene adesso il giudice di Palermo Monica Montante. L’ex presidente della Sicilia aveva affermato tra l’altro: “C’erano giornalisti che facevano 15 comunicati l’anno, io ne faccio 15 al giorno”. Lo stesso giorno aveva rilasciato una dichiarazione simile: “Intanto quest’anno ho risparmiato un milione e mezzo di euro, contrariamente a quello che dicono e cioe’ che ne spendo di piu’. C’erano giornalisti che facevano 15 comunicati l’anno, io ne faccio 15 al giorno”. Dichiarazioni rilasciate ad altre testate, fra cui il Corriere del Mezzogiorno. Il 30 novembre 2013, su Gq, Crocetta aveva aggiunto: “Tre comunicati l’anno.
Ora li scrivo da solo e mi hanno denunciato per esercizio abusivo della professione”, con riferimento alle iniziative contro di lui adottate dagli organismi rappresentativi dei giornalisti, Ordine e sindacato. “Le espressioni adoperate dal Crocetta nei riguardi dei giornalisti che componevano l’ufficio stampa – scrive in sentenza il giudice della terza sezione civile del tribunale – (erano rivolte anche) agli odierni ricorrenti e hanno una valenza certamente lesiva della reputazione personale e professionale di costoro, concretandosi in un addebito di pressoche’ nulla produttivita’ connessa all’attivita’ lavorativa dai medesimi svolta in contrasto con i dati, del tutto diversi, in possesso della stessa amministrazione regionale”. Ne’ vale la difesa di Crocetta, che aveva negato di avere indicato nominativamente Laudicina e Pantaleone: “L’intenzione preannunciata e poi attuata dall’allora presidente della Regione – conclude infatti il giudice – di risolvere il rapporto di collaborazione con i giornalisti dell’Ufficio stampa, proprio in considerazione della scarsa produttivita’ e, per converso, del ritenuto eccessivo dispendio di risorse economiche, aveva avuto ampia diffusione nei mezzi di comunicazione, anche perche’ aveva suscitato l’intervento, a tutela degli iscritti, pure dell’Ordine dei Giornalisti”. (AGI)
