Ambiente, in Sicilia progetto integrato per recuperare e ridurre i rifiuti in mare

Inizia in Sicilia un progetto integrato per recuperare e ridurre i rifiuti in mare. Questo è l’obiettivo principale di REsPoNSo (RiduzionE Pesca faNtasma in Sicilia), progetto finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali attraverso il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP 2014-2020 – Misura 1.40) è iniziato nel mese di Marzo 2021 e durerà nove mesi. E’ quanto si legge in una nota di Marevivo Sicilia, che aggiunge quanto segue.

Il progetto si compone di azioni e contenuti scientifici, d’interventi sul campo per il rispristino di aree marine d’importante valore naturalistico ed economico e di un profilo più specificatamente educativo e di sensibilizzazione. La presentazione dell’iniziativa è fissata per il 30 aprile prossimo, alle ore 9.20, sulla piattaforma wildix: https://conference.wildix.com/conf/903dede911-5658738 e sulla pagina Facebook: https:://fb.me/e/1pxURPx8N
L’intervento, guidato da Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine – Sicilia, con il partenariato di WWF-Italia, Marevivo Sicilia, CO.GE.COOPESCA di Portorosa, CO.GE.PA. di Licata e CO.GE.PA. di Lampedusa e Linosa, mira a fermare il degrado ambientale marino generato dall’abbandono o la dispersione in mare degli attrezzi da pesca, causa di un preoccupante degrado ambientale marino con forti ripercussioni sulla biodiversità e le risorse ittiche.

La scarsa biodegradabilità dei polimeri sintetici di cui sono composti gli attrezzi da pesca abbandonati o perduti prolunga la loro azione inquinante e l’attività di pesca fantasma indisturbata. Ma insieme agli attrezzi da pesca abbandonati o dispersi, il progetto si occuperà anche del recupero del più generico Marine Litter, ossia tutta quella grande quantità di rifiuti di origine antropica dispersa in mare. REsPoNSo si concentrerà sulle aree di Portorosa, Licata-Gela e Lampedusa-Linosa in quanto il recupero degli attrezzi da pesca abbandonati o dispersi sui fondali, insieme agli altri rifiuti, sta diventando un’azione urgente e necessaria. La ricchezza della biodiversità delle risorse ittiche e degli ecosistemi marini di queste località esige interventi e misure idonee a proteggere e ripristinare un’area strategica per il sistema economico. Il prossimo otto aprile al via la formazione dei pescatori delle tre aree coinvolte, azione indispensabile per diffondere i problemi e le grandi emergenze del mare e del settore ittico.

Numerosi relatori provenienti dal mondo scientifico e dalla bioeconomia, esperti conoscitori della normativa di settore, ma anche documentaristi arricchiranno il programma formativo organizzato dai promotori dell’intervento per informare e coinvolgere i pescatori. L’obiettivo è la loro sensibilizzazione che si unisce alle proposte di utilizzo di attrezzi da pesca realizzati con materiali più sostenibili, che possono essere avviati al riciclo dopo la loro dismissione e che possano aiutare la pesca a trasformarsi in un’ attività più equilibrata e meno impattante per il mare. Oltre a realizzare un’azione rigenerante dell’habitat marino, l’intervento punterà a sostenere l’immagine di un raggruppamento di operatori che mirerà a distinguersi per l’attenzione al mare e alla preservazione delle specie più a rischio, puntando infine, anche a indirizzare scelte di acquisto più consapevoli e responsabili da parte dei consumatori.