Mafia, il Senato ricorda Livatino: ”Coraggioso e capace”

L’aula del Senato, attraverso la presidente Elisabetta Casellati, ha ricordato il giudice Rosario Livatino, in occasione della sua beatificazione. “Era un giudice coraggioso, capace, preparato. Soprattutto, era un uomo fortemente legato ai valori della fede cattolica”, ha detto e aggiunto: “Un giovane magistrato profondamente convinto che la giustizia avesse una funzione sociale imprescindibile e che fosse dovere del giudice applicare la legge con equilibrio e umanita’. Una funzione che doveva essere misurata tanto sul piano della coerenza dell’azione giurisdizionale quanto su quello della trasparenza e dell’assoluta terzieta’ del giudice”. Quindi ha concluso: “Livatino faceva paura a quella mafia spietata e vigliacca che la mattina dei 21 settembre 1990 gli tolse la vita a colpi di proiettile in un feroce agguato teso mentre si recava in Tribunale senza scorta e a bordo della sua utilitaria. Una morte dolorosa per tutti. Destinata a scuotere le coscienze non solo delle istituzioni e dei cittadini, ma di tutto il mondo cristiano. Indimenticabile e’ ancora nella nostra memoria quel ‘Convertitevi’, gridato nel ricordo anche di Rosario Livatino ai criminali mafiosi dall’allora pontefice San Giovanni Paolo II, proprio dalla Valle dei Templi di Agrigento. La beatificazione, fortemente voluta da Papa Francesco, di Rosario Livatino, come martire dei valori della Costituzione sostenuti dalla forza di un’autentica fede cattolica, apre un nuovo importante capitolo nella lotta contro ogni forma di criminalita’ organizzata. Un capitolo in cui l’esempio e l’eredita’ morale di donne e uomini come Rosario Livatino puo’ davvero guidarci verso un futuro sempre piu’ libero dalle mafie, dalla corruzione e dalla violenza”. (ANSA)