Girgenti acque, Micciché: ”Io indagato? Fesserie, ho documentato tutti i contributi elettorali”

“Rimango senza parole. Scopro di essere indagato per un finanziamento elettorale ricevuto, ma io ho comunicato tutti i finanziamento avuti, fino all’ultimo centesimo. Compreso quello di Girgenti Acque. Ho qui davanti a me la delibera del 30 settembre del 2017. Bastava che la Procura di Agrigento alzasse il telefono e mi chiamasse per chiedermelo e io avrei mostrato tutti i documenti necessari. Invece, adesso sono costretto ad andare ad Agrigento in Procura per essere sentito. Poi, parliamo di lentezza della giustizia. In 27 anni che faccio politica prima o poi doveva succedere…”. A parlare con l’Adnkronos è il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, indagato insieme con altre 83 persone, nell’ambito dell’inchiesta su Girgenti Acque, che all’alba ha portato all’arresto di 8 persone, tra cui l’ex patron della società Marco Campione.

A Miccichè, che nel 2017 era candidato alle Regionali in Sicilia, e al deputato Francesco Scoma, oggi Italia Viva, che nel 2017 era mandatario elettorale di Forza Italia, viene contestata l’ipotesi di reato di violazione della legge sui finanziamenti elettorali da parte di enti pubblici e società. In particolare, a Micciché e a Scoma, sono contestati “contributi elettorali per complessi euro 25 mila” in violazione della legge 195/1974, “senza che i contributi fossero stati regolarmente inscritti nel bilancio della Hydrotecne Srl”. “Fesserie – dice di rimando Miccichè – Ho la delibera qui davanti. E’ tutto stato documentato”. E legge alla cronista al telefono parte della delibera del finanziamento ottenuto quattro anni fa. “In data 30 settembre 2017, alle ore 19, presso al sede della Società, l’amministratore unico delibera di concedere un contributo per la partecipazione di spese connesse alla campagna elettorale 2017 per la Sicilia a Scoma Francesco, come mandatario elettorale”. “Ho ricevuto un contributo da Girgenti Acque e l’altro da Marco Campione, per complessivi 25 mila euro – dice Miccichè – Non solo l’ho comunicata ma ho anche la copia della delibera del Cda”. “Io ho comunicato tutti i contributi elettorali ricevuti – dice ancora Miccichè – Ho ricevuto 101.500 euro e li ho dichiarati tutti, anche se il massimo era di 100 mila euro. Pensavo che mi contestassero questo, non un contributo con tanto di delibera…”.

Poi il Presidente dell’Ars parla ancora della “lentezza della giustizia in Italia”. E si lamenta di averlo appreso “dalla stampa”. Ma non solo. “E’ una cosa fastidiosa anche per il fatto che io debba spiegare le cose a mia figlia. Se lo avessi saputo prima le avrei potuto spiegare di che si tratta, invece scoprirlo così dai giornalisti è veramente assurdo. E’ una delle storture del sistema giustizia che va sistemata”. E ribadisce: “Se i magistrati di Agrigento mi avessero chiamato io avrei portato le carte e loro avrebbero capito l’equivoco, invece devo andare ad Agrigento e fare perdere tempo anche ai magistrati. Bastava chiamarmi e chiedermi: ‘E’ vero o no? C’è questo contributo?’. Oggi il pm perderà solo tempo prezioso, bastava una chiamata. Questo è uno dei motivi fondamentali della lentezza della giustizia”. E su Francesco Scoma, indagato con lui, in quanto mandatario elettorale: “Scoma non c’entra nulla. Posso non volerlo come sindaco ma nel 2017 si è comportato con ordine e precisione. Per fortuna che c’era lui. Che ha consegnato tutto. Si è fatto consegnare tutt i documenti, ci sono pure i centesimi”. E conclude: “Pazienza, poco fa ho detto al mio staff che dopo 27 anni che faccio politica doveva capitare una cosa…”.  (Adnkronos)