Covid: annullate vaccinazioni a Ravanusa, protesta il sindaco

Annullate le vaccinazioni che erano state programmate per domani nella biblioteca comunale di Ravanusa, delusa l’aspettativa di 350 cittadini che si erano già prenotati e dei tanti che erano pronti a farlo. Il sindaco Carmelo D’Angelo protesta scrivendo una lettera al commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Figliuolo, e all’assessore regionale per la Salute Ruggero Razza.

“Serve, trattandosi di salute pubblica, un comportamento più serio, coerente e meno schizofrenico nei riguardi dell’ente e della popolazione di Ravanusa. L’amministrazione comunale conferma la disponibilità a collaborare, anche con l’Asp agrigentina, per rendere un servizio migliore ai cittadini della comunità di Ravanusa. Il 23 giugno – scrive il sindaco – il responsabile del dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Agrigento, Vincenzo Spoto, aveva chiesto al Comune di Ravanusa di attivarsi per registrare le richieste di vaccinazioni che si sarebbero fatte direttamente nel centro agrigentino che nelle ultime settimane aveva avuto un numero alto di contagi. L’amministrazione si era prontamente attivata, avviando la campagna e trasmettendo gli elenchi all’azienda sanitaria di Agrigento, e mettendo a disposizione i locali della biblioteca comunale, oggetto di sopralluogo già nella giornata di venerdì 25 giugno da parte di personale incaricato dal dipartimento di prevenzione – ha ricostruito il sindaco D’Angelo – . Nella mattinata, il personale dell’Asp aveva provveduto a fare un ulteriore sopralluogo alla presenza, tra gli altri, del responsabile di Canicattì e degli ufficiali dell’Esercito che hanno confermato le vaccinazioni programmate in biblioteca comunale a partire dal 30 giugno alle ore 15.30. Gli uffici comunali hanno immediatamente iniziato ad avvisare i cittadini, programmandoli a scaglioni, come suggerito dalla stessa Asp e dagli ufficiali dell’Esercito. Alle 13.30, il direttore sanitario dell’Asp di Agrigento mi ha chiamato – ha continuato il sindaco Carmelo D’Angelo – dicendo che c’era stato un qui pro quo con il dipartimento di Canicattì e che non si poteva procedere con quanto già programmato, ma che comunque avrebbero organizzato una campagna vaccinale per gli ultra sessantenni ed i vulnerabili in altro luogo”.