Studio Legale Spagnolo e Associati: una sentenza che rispetta il principio della bigenitorialità

Riconoscere o meno l’affidamento dei figli ad un padre o una madre non è un premio o una punizione ma la scelta considerata migliore per il minore in un determinato momento, e anche il genitore non collocatario deve essere aiutato con tempi di permanenza dei bambini più ampi rispetto allo standard. È questa la tesi sottostante alla sentenza n. 2319 del 7 maggio 2021 del Tribunale di Catania che in materia di separazione propone un approccio aderente alla legge 54/2006, di solito disapplicata, collocando i due figli minori della coppia presso l’abitazione del padre, che è quello che, al di là di ogni preconcetto, ha mostrato di essere il più idoneo a prendersene cura nell’attuale fase della loro vita. Il Tribunale di Catania ha riservato, tuttavia, molta attenzione anche verso la tutela del rapporto con il genitore non collocatario.

La separazione è stata seguita, per il marito, dallo Studio Legale Spagnolo & Associati con sede in Catania.

“Ho da sempre ispirato la mia professione – afferma l’avvocato Santo Spagnolo, titolare dello studio – al principio per cui non esistono diritti che non meritino di essere difesi, anche quando la difesa si pone in contrasto con la prassi e l’orientamento vigenti; per questa ragione non ho mai condiviso l’approccio formalistico ed il ricorso a comodi paradigmi per la soluzione dei problemi dei miei assistiti. E questo vale, soprattutto, quando si tratta di tutelare i diritti delle categorie meno tutelate da prassi applicative del diritto, talvolta maggiormente inclini ad uniformarsi a modelli comodi e ripetitivi piuttosto che al vero spirito della legge. Per questa ragione – continua l’avvocato Spagnolo – in materia di diritto di famiglia, l’approccio del mio studio prevede, sempre, il coinvolgimento di un team composto da diversi validi professionisti in grado di cogliere gli aspetti problematici del singolo caso e fornirne la giusta rappresentazione in giudizio”.

“Si tratta di una causa nella quale si sono avvicendati diversi giudici – spiega l’avvocato Angela Scarpulla, socia dell’avvocato Spagnolo, che ha seguito la separazione – rallentandone la definizione e rendendo difficile la rappresentazione oggettiva della vicenda. L’audizione della figlia minore della coppia, sopraggiunta dopo parecchi anni dalla separazione ed in presenza di una situazione di fatto consolidata, non avrebbe potuto essere, per tali ragioni, nè genuina, né spontanea, e, dunque, è stato necessario far ricorso ad una CTU, che, non soccombendo al pregiudizio della maternal preference ha ritenuto che, come è scritto nella sentenza  “L’eventuale mutamento del collocamento dei figli dalla madre al padre, non prende le mosse da un giudizio negativo nei confronti della perizianda. (..), ma dalla considerazione che, nell’attuale fase della vita della signora e di conseguenza anche dei minori, questa appare la scelta più opportuna”.

Secondo il Tribunale di Catania, dunque, il collocamento dei figli minori presso il padre non è necessariamente l’extrema ratio, ma un’alternativa da valutare, sempre e comunque. (ANSA)