Mafia, la famiglia di Torretta vicina ai Gambino di New York e garante degli ”scappati”

L’indagine che ha portato alle 11 misure cautelari di oggi per Mafia, condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Palermo e coordinata da un pool di magistrati diretti dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, rappresenta l’esito di una complessa manovra investigativa volta ad approfondire la struttura e le attività criminali di una storica articolazione di cosa nostra palermitana, inserita nel mandamento urbano di Passo di Rigano, e costituita dalla famiglia mafiosa di Torretta. Stabilmente ancorata nel piccolo borgo con poco più di 4.000 abitanti nell’hinterland palermitano, da sempre Torretta è una roccaforte mafiosa e il punto di collegamento tra cosa nostra siciliana e l’omologa organizzazione criminale newyorkese. Al punto che la famiglia mafiosa torrettese in passato si è distinta per il ruolo di garante per il rientro in Italia dei cosiddetti ‘scappati’, ovvero le famiglie mafiose degli Inzerillo e dei Bontade fuggite nei primi anni ottanta durante la seconda guerra di Mafia scatenata contro le vecchie famiglie palermitane dai corleonesi di Totò Riina. (LaPresse)