Giornalisti, 110 intimidazioni nel 2021: 50% sul web, in aumento quelle alle donne

Nei primi sei mesi del 2021 sono stati censite 110 intimidazioni a giornalisti (+11% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente quando si erano registrati 99 episodi) di cui 18 riconducibili a contesti di criminalità organizzata (16%), 36 a contesti politico/sociali (33%) e 56 riferibili ad altre fattispecie (51%). Il 50% del totale (55 intimidazioni) sono avvenute tramite web, mentre registra anche un significativo aumento delle giornaliste minacciate. Le regioni che nei primi sei mesi hanno fatto registrare il maggior numero di eventi sono il Lazio, Lombardia, Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna. E’ quanto emerge dal report relativo al monitoraggio degli atti intimidatori subiti dai professionisti dell’informazione in Italia condiviso oggi nel corso del primo seminario sul tema ”Gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti: una minaccia alla libertà di espressione”. L’incontro, organizzato dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e svoltosi presso la sala conferenze dell’Hotel Massimo d’Azeglio di Roma, ha visto la partecipazione di qualificati relatori delle Forze di polizia e di giornalisti vittime di minacce. L’incontro è stato preceduto da un intervento di Carlo Verna – Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e del Prefetto Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, nonché Presidente dell’Organismo di supporto al Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti Quest’ultimo ha ricordato. Il Prefetto Vittorio Rizzi nel suo intervento, nel ricordare che il fenomeno delle minacce nei confronti dei giornalisti è costantemente all’attenzione del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha ribadito la necessità che il cronista denunci sempre gli atti intimidatori alle Forze di polizia, al fine di individuare i c.d. ”leoni da tastiera”, ridefiniti per l’occasione come ”iene da tastiera”, che sulla rete si nascondono spesso dietro un nickname.

Per i giornalisti hanno presentato le proprie riflessioni Antonella Napoli, direttrice del quotidiano ”Focus on Africa”; Asmae Dachan, scrittrice, esperta di Medio Oriente e dialogo interreligioso; Nello Scavo, reporter internazionale e collaboratore di diverse testate estere ed attualmente inviato per ”Avvenire”; Michele Albanese, del ”Quotidiano del Sud” e collaboratore de ”L’Espresso” e Antonio Sanfrancesco, di Famiglia Cristiana. Per le Forze di Polizia sono intervenuti il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Stefano Delfini ricordando l’importanza anche in questo ambito dell’analisi strategica interforze, il Generale di Brigata dei Carabinieri Giuseppe De Riggi sull’emersione del fenomeno degli atti intimidatori e la limitazione dei casi di omessa denuncia da parte delle vittime; il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Nunzia Ciardi sul contrasto ai crimini cibernetici e alla minacce sulla rete; il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Eugenio Spina sulle minacce di matrice politica e il Colonnello della Guardia di Finanza Massimiliano di Lucia sulle connessioni tra le attività investigative del Corpo e gli atti intimidatori. A conclusione dell’incontro il Presidente Carlo Verna ha manifestato la propria soddisfazione per gli interventi dei relatori che hanno esaltato l’importanza dell’etica del giornalista nello svolgimento del proprio lavoro. (Adnkronos)