Teatri di Pietra, grande successo ad Eraclea Minoa: sold out per 4 spettacoli, attesa per Mita Medici ed Elisabetta Pozzi

Continua a riscuotere grande successo la rassegna Teatri di Pietra ad Eraclea Minoa, unica location agrigentina della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e del patrimonio monumentale attraverso lo spettacolo dal vivo. Sold out per i primi quattro spettacoli che hanno visto protagonisti registi e cast d’eccezione. Mentre cresce l’attesa per l’arrivo di Mita Medici ed Elisabetta Pozzi che porteranno in scena rispettivamente “Elena” e “Sorelle di sangue” (il 21 e il25 agosto). “La rassegna dei Teatri di Pietra – ha detto il sindaco di Cattolica Eraclea Santino Borsellino – rappresenta un’occasione importante per la promozione di Eraclea Minoa e Cattolica Eraclea. Nonostante il periodo che stiamo vivendo, in piena pandemia, qui vengono rispettate tutte le normative anti Covid e quindi è possibile fare gli spettacoli in sicurezza. Lavoriamo per valorizzare questo sito, la nostra zona, e siamo contenti”.

“Innanzitutto – ha detto il direttore artistico dei Teatri di Pietra  Aurelio Gatti – le chiamate da più parti per riaprire aprire i teatri, soprattutto quelli all’aperto, hanno inciso molto. Poi, fondamentalmente, è per la legittimità di quei territori, partendo proprio Eraclea Minoa, che indipendentemente dai grandi disagi, le grandi limitazioni che hanno avuto, hanno sentito forte di ripartire dal proprio territorio. Non è che si fa teatro, si fa identità. Nell’Agrigentino noi siamo nell’area archeologica di Eraclea Minoa che fa parte del più grande parco della Valle dei Templi, è un comprensorio straordinario. E’ logico che in tutti quei comuni che hanno voluto investire nel loro territorio noi li troviamo il motivo di reinventarci. E sta andando molto bene, il pubblico ci segue sempre numeroso, ad Eraclea Minoa come negli altri teatri della Sicilia. Fondamentale la collaborazione tra amministratori locali, direttori dei parchi archeologici, l’associazione dei Teatri di Pietra e le produzioni. E’ uno spirito unito intorno all’idea si riparte ma ripartiamo bene. Ripartire con prospettiva, non per tirare a campare”.

Ad aprire le danze è stata “Fedra” di Seneca, traduzione di Maurizio Bettini, con la regia di Manuel Giliberti, musica di Antonio Di Pofi. Ad interpretare la regina di Atene l’attrice Viola Graziosi; nel cast: Graziano Piazza, Alessandra Costanzo, Riccardo Livermore, Liborio Natali. “Si riparte con Fedra, sono venuto qui per la prima volta con i Teatri di Pietra nel 2006, quindi – ha detto il regista Manuel Giliberti – ho un legame lontano con Eraclea Minoa, fra l’altro qui ho anche girato un film (Lettere dalla Sicilia, ndr) e ogni volta è una grande gioia. Ogni volta  ortiamo un testo diverso ovviamente, quest’anno con Fedra affrontiamo il grande tema della donna, della figura femminile e del prezzo che ha per le donne, che aveva già allora parliamo di più di duemila anni fa, vivere un amore che magari non è riconosciuto dalla società. Questo è un testo che, come vediamo ogni sera alle repliche, è molto vicino alla coscienza contemporanea, un po’ perché, come si sa, il la questione femminile oggi è molto sentita, un po’ perché alcuni personaggi del testo rappresentano un certo tipo di machismo che ancora oggi vive e in più c’è la grande drammaturgia di Seneca che riesce a fare di una storia, che oggi sarebbe privata, una storia che invece è un simbolo, cioè rapporti dove l’amore può essere costruttivo e può essere distruttivo e il prezzo che si paga per questo”.

Applausi a scena aperta per Sergio Vespertino in “Novecento”, il testo culto di Alessandro Baricco teatralizzato a 27 anni dalla pubblicazione. Lo spettacolo del poliedrico artista palermitano, accompagnato da Pierpaolo Petta che ha realizzato le musiche originali, è stato pensato per essere “essenziale ed emozionante”. “Questo spettacolo – ha detto l’attore e regista Sergio Vespertino – è voluto fortemente da me per la piacevolezza del testo, perché parla di quest’uomo, di questo stato di sospensione in questo suo mondo, questo Virginian, in cui ognuno di noi volendo si può anche rapportare. Quasta paura di affrontare un qualcosa di più grande, come nel caso, appunto, di Novecento”.

Ovazione per l’“Orestea – Agamennone e Coefore” da Eschilo e Pasolini con la regia di Cinzia Maccagnano; nel cast: Marta Cirello, Raffaele Gangale, Dario Garofalo,Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano. “Innanzitutto – spiega l’attrice e regista Cinzia Maccagnano – volevamo parlare di questo confronto tra generazioni, tra i vecchi, tra un mondo che precostituito da tanto tempo, e un mondo di giovani che non riconosce più ciò che è stato e che ha bisogno di ribaltarlo. Quindi partendo da questa necessità di raccontare questo scontro tra generazioni, che in qualche modo forse in questo momento è attuale, abbiamo deciso di lavorare sull’Agamennone facendone una grande rappresentazione, con il coro dei vecchi con le maschere e con questi personaggi che sono degli archetipi, che sono Clitemnestra, Egisto e Cassandra che risultano essere quasi dei totem”.

Ha conquistato il pubblico lo spettacolo “Dante/Enea il Viaggio” – tratto da Dante, Virgilio, Caproni – con la drammaturgia di Sebastiano Tringali e la regia e coreografia di Aurelio Gatti. Nel cast: Valeria Busdraghi, Carlotta Bruni, Elisa Carta Carosi, Lucia Cinquegrana, Arianna Di Palma, Matteo Gentiluomo, Claudia Morello e  Sebastiano Tringali. “Innanzitutto – spiega il regista Aurelio Gatti – questo spettacolo è un dovuto ossequio all’anno dantesco, ma si è voluto approfittare del personaggio Dante per richiamare un altro personaggio, a Dante stesso molto caro, che è quello di Enea. Entrambi sono personaggi dell’esilio, e ci interessava parlar di esilio in un momento in cui per più di un anno molti di noi si sono sentiti in esilio nelle proprie città, nei propri comuni, nei propri territori. Esilio è una condizione che si scopre molto attuale anche oggi che siamo riusciti quasi a non riconoscere i territori e le identità che ci accompagnano e che ci segnano profondamente”.